giovedì 6 ottobre 2011

Segreti di Stati - Cap.15 - Soldi falsi e destabilizzazione

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Capitolo XV - Soldi falsi e destabilizzazione

Qualcuno si chiederà perché gli euro, distribuiti a piene mani nei balcani, vengono stampati in Romania, visto che questo paese non fa parte ancora della UE e non è autorizzato, almeno ufficialmente, a stampare la moneta europea. Qualcun altro si chiederà, ancora più malizioso, come mai sono sorti come funghi, sempre nei balcani, sportelli della Deutsche Bank, specialmente alla luce del coinvolgimento di questa grande banca europea (ma in realtà londinese) in clamorosi casi di "insider trading" precedenti gli attentati dell'11 settembre 2001...Eppure sarebbe lecito chiedersi, ad esempio, dove vengono depositati gli euro falsi "rumeni". Almeno per quanto riguarda i balcani. Cerchiamo di descrivere il business delle banconote false.

Quando due soci-compari litigano, assomiglia ai litigi all'interno delle coppie.Ci si rinfaccia di tutto: ognuno accusa l'altro di aver commesso qualche ingiustizia. Si accusano di tradimento, di essersi rubati i gioielli di famiglia, e chi più ne ha, più ne metta. Se afferrate questa dinamica, sarete in grado di capire come stanno interagendo tra loro George Herbert Walker Bush (Bush papà, per intendersi) e Saddam Hussein.Sicuramente uno dei due è il diavolo, così dice l'altro.

Bush padre era già un personaggio importante, per la CIA, alla nascita della ZAPATA PETROLEUM COMPANY, oggi "ZAPATA OFFSHORE". La società aveva centinaia di soci sparsi per il mondo. Si dice che l'attività più importante di questa impresa, dal nome che pare rubato ai film di Zorro, fosse di assistere vari servizi segreti per le loro operazioni "coperte", ma non solo, che acquisisse informazioni riservate un po' dappertutto. Investigatori americani insinuano che, attraverso le proprie piattaforme petrolifere offshore, al di la' delle frontiere americane, la società facesse da base per consegne clandestine di merci proibite. Ad esempio, che servissero da "hub" per trasferimenti di droga. Gli elicotteri, che erano adibiti al rifornimento delle piattaforme, pare non facessero il viaggio di ritorno a mani vuote. Caricavano narcotici per importarli negli USA. La Reuters, anni fa, studiò il problema confermandone il meccanismo. Ma pare che la storia sia finita in un buco nero dell'informazione. Per intendersi: del tipo di quelli creati ad arte, a suo tempo, da un inquilino dell'Hotel Excelsior di Roma, che invece di dormire, di notte, leggeva le veline degli articoli che sarebbero dovuti uscire, o meno, il giorno dopo, sui principali quotidiani italiani. Possibile che Bush padre non fosse al corrente di quello che accadeva sulle piattaforme della ZAPATA? Poteva NON sapere? Un libro molto circostanziato spiega come la fortuna dei Bush sia stata sponsorizzata dalla famiglia reale inglese (The Unauthorized Biography of George Bush, Webster Tarpley ed altri, 1992). In un documento dell'FBI, datato 29 novembre 1963, si legge che: "George Bush della CIA" ha giocato un ruolo determinante nel coprire i dettagli dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. "JFK" aveva commesso un errore imperdonabile, anzi due: non aveva fatto passare la proposta del Joint Chiefs of Staff ed aveva firmato il trattato per proibire i test nucleari di superficie. Infatti sua moglie, Jacqueline, aveva abortito poco prima a causa della contaminazione radioattiva subita durante una visita ad una fabbrica di materiale nucleare. Questo aveva spinto JFK a contrastare la contaminazione dovuta alla ricaduta radioativa causata dai test nucleari. La folle proposta del Joint Chiefs of Staff (JCS), quelli che si erano inventati i Gladiatori di Stay-Behind, per intenderci, era di commettere atti terroristici in territorio americano, di addebitarli a Fidel Castro e quindi, per "ritorsione", di invadere Cuba. In Italia, ad esempio durante l'Operazione Delfino, vennero lanciate bombe contro la sede di un partito nel nord del paese. La solita destabilizzazione per "stabilizzare", contro il pericolo, sempre presente (secondo qualcuno), della piena realizzazione della democrazia. La JCS e la NSA (National - o Nuclear - Security Agency) non gradirono l'opposizione di JFK.

Ma torniamo a Bush padre, che quindi come detto era attivo nella comunità dell'intelligence (chiamamola così, magari porta bene) americana molto prima del 1976, quando divenne capo della CIA. Bush fu attivo anche dopo, quando alla fine degli anni '70, attraverso la pratica degli assassini politici, installò Saddam Hussein a capo dell'Iraq. Negli anni '80, Bush padre era infatti il socio privato di Saddam Hussein. A Chicago stanno ancora ridendo perché la società incaricata della sicurezza dell'aeroporto della città è di proprietà proprio del duo Saddam-Bush. Questi personaggi, proprio come si dice che facciano le famiglie mafiose, in cambio di laute "stecche", proteggevano i business petroliferi di corrotti sceiccati arabi. I soci americani di Bush padre, negli anni '80, fornivano a Saddam gli strumenti per fabbricare le cosiddette "armi di distruzione di massa". Recentemente la cosa è venuta fuori perché Bush figliuolo ha fatto sequestrare il rapporto iracheno alle Nazioni Unite: per censurarne le parti compromettenti. Per purgarlo delle informazioni che, sì, avrebbero tolto smalto alla figura del padre: ma ci avrebbero anche dato un'immagine più chiara delle connessioni tra i terroristi internazionali dai bianchi colletti. Vedi l'articolo: "Annan Criticizes Handling of Iraqi Files", New York Times, 11 dicembre 2002.

La prima guerra del Golfo non fu altro che un litigio tra due "ex-soci": Bush padre e Saddam Hussein. Nel 1991, periodo in cui ricevetti da un funzionario della BNL una banconota falsa da 100 dollari da me allegata ad una denuncia presentata ai carabinieri, Bush padre rubò miliardi e miliardi di dollari che appartenevano al suo ex socio. Questi beni vennero trasferiti in 25 conti segreti, depositati in giro per il mondo ed intestati alla "famiglia" Bush. Una delle transazioni, di cui sono disponibili gli estratti conto, mostra 100 miliardi di dollari trasferiti su un conto che Bush papà aveva con la regina d'Inghilterra, nella di lei banca privata "Coutts Bank of London". Dopo il bonifico, la regina spostò il direttore di tale banca, Andrew Fisher, presso il "Carlyle Group", la società che segue gli interessi dei mercanti americani delle armi e dove era/è socia la famiglia Bin Laden. Il capo della Carlyle sembra uscito dall'epopea della mafia americana degli anni '30: si chiama "Frank Carlucci". Ma torniamo alle banconote false. Usando la CIA, Bush papà cercò di rovesciare il regime di Bagdad attraverso la perfusione di banconote false: un sistema efficace molto più delle bombe, quando si tratta di rovesciare i governi. Una squadra di falsari, esperti, produsse le matrici per la contraffazione dei dollari (la moneta che, espropriata al popolo americano, viene stampata "ad libitum" dalla banca privata Federal Reserve. Vedere in proposito: G.Auriti, "Il valore del diritto" e "L'ordinamento internazionale del sistema monetario", edizioni Edigrafitel, Teramo, 1993). Bush padre, attraverso varie transazioni, alcune riguardanti macchinari per l'estrazione petrolifera, riempì l'Iraq di dollari falsi sottoforma di banconote da 100 dollari l'una. Erano stampate così bene che passavano tranquillamente attraverso le macchinette contabanconote della Banca Centrale USA (Nota Bene: una recente disposizione della Banca Centrale Europea impone di usare macchinette simili per controllare la validità degli euro). C'era un precedente: la stessa squadra di falsari, impiegata presso una divisione segreta del ministero USA del Tesoro e della CIA, aveva affogato l'Unione Sovietica con rubli falsi di qualità superiore. Qualcuno addebita a questo fatto il crollo dell'ex-Urss. Bush padre assieme alla sua banda di criminali avevano appoggiato Yeltsin, e poi Putin, con qualcosa come 800 miliardi di dollari falsi. Putin alla fine capì il trucco e cominciò a rimandarli indietro acquistando oro. Ma perché tutto ciò sta venendo fuori, ora? Perché la "famiglia" Bush ha dimenticato di pagare la banda dei falsari che ora stanno divulgando, attraverso dei giornalisti indipendenti, i dettagli delle varie operazioni.

La storia cominciò a Chicago, nella parte ovest della città. Era nel periodo della guerra in Corea. C'era un'impresa gestita da alcuni fratelli, una tipografia. Le altre tipografie vicine erano rimaste colpite da alcuni dettagli che avevano notato: gli impiegati della tipografia non lavoravano molte ore, cosa strana in un periodo in cui c'era parecchio lavoro. I fratelli non erano preoccupati per la penuria di carta durante il periodo bellico. Lavoravano solo qualche ora, di notte. Guidavano automobili lussuose e sembravano pieni di soldi.Ma cosa stampavano alla fine e solo per due o tre ore di notte? Era il periodo in cui alcuni professionisti di lusso usavano carta da lettere stampata all'antica, con logotipi in rilievo: avvocati e commercialisti, perlopiù. Il sistema di stampa dei fratelli tipografi rappresentava un passo in avanti rispetto al foto-offset, che era comunque criticato già dai concorrenti che preferivano il sistema all'antica. Dopo un paio d'anni, il segreto poteva essee letto su tutti i giornali: i fratelli avevano perfezionato un sistema di stampa che poteva produrre buoni del Tesoro americani di qualità superiore, che al tempo erano chiamati "U.S. Treasury Savings Bonds - Serie H". Quelli che compravano buoni del Tesoro sapevano che ve ne erano due serie: la serie E e la serie H. I fratelli stampavano grandi quantità di titoli della serie H. Ma non li stampavano per conto del Tesoro, erano dei falsari e finirono presto in prigione. Mentre erano arrestati, divennero consulenti del Tesoro USA che ambiva a produrre titoli della serie H con il sistema più perfezionato e veloce usato da loro. Il loro metodo era così perfezionato che pochissimi avrebbero potuto riconoscere i titoli falsi da quelli veri. Stampando titoli o soldi falsi di un governo straniero, nemico, se ne può destabilizzare il sistema. Durante la seconda guerra mondiale i nazisti producevano una serie raffinata di banconote da cinque sterline inglesi. I tedeschi avevano un doppio progetto: da una parte bombardare Londra ed il suo governo, dall'altra invadere il paese, ed il mondo, con valuta inglese contraffatta. Se conosctete ex agenti dei servizi americani, potrete imparare parecchie cose sulla contraffazione e chi ne tira i fili, nel retroscena. Il governo USA ha un'unità speciale di operatori che si occupano di contraffazione di valuta. Non si tratta di romantici patrioti. Si tratta di falsari che sono arrestati sommariamente da un giudice federale ricattabile. Il tutto per poi convincerli a lavorare per il governo o per altri. Uno di questi falsari, uscito presto di prigione, aprì un negozio di parrucchiere nella periferia di Chicago. Gli agenti dei servizi USA glielo fecero saltare in aria per convincerlo a collaborare con loro. Volevano produrre valuta contraffatta di paesi "nemici", come ad esempio del sud-est asiatico. Negli anni '70 a Chicago vennero eliminati sei di questi falsari perché avevano parlato troppo. Il fatto che il Tesoro USA sia organizzato per produrre valuta contraffatta è un segreto abbastanza ben conservato. I giornalisti non ne parlano per varie ragioni: Per esempio per non perdere il loro nulla-osta rilasciato dai servizi e che gli permette di intervistare i pubblici ufficiali USA. Perderebbero le credenziali e quindi il lavoro nel monopolio della stampa americana. Nell'ottobre 1980, Bush padre che era candidato alla vicepresidenza degli USA, fece un accordo da alto tradimento con gli iraniani che detenevano 52 ostaggi dell'ambasciata americana di Teheran. Durante un incontro a Parigi, gli iraniani accettarono di tenere gli ostaggi fino all'elezione del duo Reagan-Bush alla Casa Bianca. Il presidente uscente Carter perse la rielezione proprio perché agli occhi dell'opinione pubblica non era riuscito a risolvere la crisi di Teheran. Bush offrì ai terroristi soldi ed armi che vennero consegnate attraverso il Portogallo e poi Israele. In seguito, fece uccidere il primo ministro portoghese, simulando un incidente aereo, per cancellare le tracce (quello che si chiama in gergo: modulo Kennedy). Israele ha conoscenza di tutta la storia e l'ha usata per ricattare Bush padre, poi Clinton ed ora Bush figlio. Una parte meno nota dell'accordo con gli iraniani riguardava la promessa da parte dell'amministrazione USA, di non intervenire se avessero stampato valuta falsa, INCLUSA la stessa valuta americana. Così gli iraniani comprarono in Germania la macchina per stampare le banconote false da 100 dollari. La carta venne fornita direttamente dagli USA. Ne vennero stampate per più di 800 miliardi di dollari. Una parte delle banconote veniva spacciata dagli iraniani, un'altra attraverso un accordo tra mafiosi russi (ex agenti del KGB) e una fazione del cartello colombiano della droga. Un'altra parte, le spie la spacciano direttamente negli USA. Sull'intesa Bush-cartello della droga colombiano, ne parliamo in un altro capitolo. Negli USA ci sono cinque maestri falsari ed uno in Colombia. Ogni tanto vengono "beccati" dagli agenti federali per impedirgli di smettere di fare questo lavoro sporco per il governo. In un libro ("Thieves World The Threat of the New Global Network of Organized Crime", by Claire Sterling, Simon & Schuster, N.Y., 1994) si descrive l'operazione della manipolazione del rublo che cominciò nel 1990, sempre organizzata da Bush in combutta con agenti corrotti dei servizi. Il libro era scritto da Claire Sterling, una giornalista americana che scrive per l'edizione romana del "The Daily American", un giornale sponsorizzato dalla CIA. Ma la scrittrice non scrive nel libro che la manipolazione del rublo avvenne attraverso la stampa massiccia di valuta sovietica contraffatta. Si parla solo di "manipolazione della valuta da parte di banche mondiali occidentali". Ai falsari venne promessa una fetta della torta derivante da quest'operazione che portò ad una situazione quale quella che oggi conosciamo nell'ex-URSS. Accade spesso, quasi mensilmente, che "banchieri" che si rifiutano di collaborare per la mafia russa, nel riciclaggio dei proventi di imprese criminali, vengano assassinati. I falsari, principalmente europei che risiedono negli USA ed altri paesi, "avanzano" dal Tesoro USA mille miliardi di dollari, promessi loro in cambio della caduta del regime di Mosca. Per cercare di ottenere il loro compenso, hanno ricattato gli ultimi tre presidenti USA minacciando d'informare le autorità Russe e di creare uno scandalo finanziario internazionale. Alcuni di questi falsari, a seguito della caduta del maresciallo Tito in Yugoslavia, hanno operato a Belgrado per la caduta del governo di Milosevic. L'operazione venne organizzata dal tedesco Henry Kissinger, da alcuni denunciato come criminale internazionale (fu lo stesso che "consigliò" la BNL durante lo scandalo di Atlanta, poi messo a tacere perché il condirettore della BNL di New York era Claudio Ciampi). Vedere ad esempio: "The Trial of Henry Kissinger", di Christopher Hitchens, paperback, Verso, 2002. La Federal Reserve, la Banca Centrale americana (una banca privata posseduta da banchieri londinesi) , non dice niente di questi 800 miliardi di dollari falsi in giro per il mondo, alcuni dei quali poi rientrano negli USA. Una parte di questi dollari falsi viene usata infatti per sorreggere artificialmente le Borse americane, per impedire un crollo totale del sistema finanziario. Lo stesso motivo per cui l'aristocrazia USA ha impedito indagini serie sugli attentati dell'11 settembre 2001, di cui avevano conoscenza prima. Bernanke, uno dei sette governatori della Federal Reserve, insiste a dire che possono invadere il mondo di quanti dollari vogliono ad un costo praticamente zero. Vedi: "Federal Officials Say Policy Isn't Limited by Low Rates", New York Times, 22 novembre 2002. La domanda è: può l'altamente corrotta e cospiratrice Federal Reserve pompare il mercato americano utilizzando dollari falsi stampati dal Ministero del Tesoro USA? E' forse anche per questo che, adesso, "qualcuno" sta riempiendo i balcani di euro falsi? Per riequilibrare la situazione che si viene a creare con l'emissione dei dollari falsi, o meglio: geopolitici? Perché dobbiamo rimetterci, noi europei, in questa guerra fra cosche?
Intanto i falsari ingannati dal presidente hanno sporto una causa per danni, in Florida, contro Bush padre, Bush figlio, il ministero del Tesoro ed altri. Aspettiamo la decisione del Giudice Federale.
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Addendum: a questo capitolo del 2003, occorre aggiungere la destabilizzazione delle forze "alleate tra loro" che hanno occupato e comprato l'Italia negli anni 1940 con le false (AM)Lire (146 miliardi del 1943): 

The Finance of European Liberation








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