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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

martedì 20 dicembre 2011

De Masi: Cassazione bastona i Banchieri


20/12/2011 19.31.01

De Masi: la Cassazione bastona i Banchieri

La Corte di Cassazione, Sez. penale II con sentenza n. 46669/11 ha randellato i Presidenti delle 3 Banche – Banca di Roma – Antonveneta – Banca Nazionale del Lavoro , che sono sfuggiti alla sicura condanna grazie alle compiacenze della Loro BANCA d’ITALIA (CLICCA QUI).


Le Circolari della Banca d’Italia non fanno più testo e non salvano le Banche dal risarcimento dei danni.

«Le circolari e le istruzioni della Banca d’Italia non rappresentano una fonte di diritti ed obblighi e nella ipotesi in cui gli istituti bancari si conformino ad una erronea interpretazione fornita dalla Banca d’Italia in una circolare, non può essere esclusa la sussistenza del reato di usura sotto il profilo dell’elemento oggettivo» . Lo sottolinea la Cassazione che, nonostante l’assoluzione dei 3 Presidenti : Cesare GERONZI – Dino MARCHIORELLO e Luigi ABETEha dato il via al risarcimento per tassi usurari applicati all’ Azienda De Masi.

«Le circolari o direttive, ove illegittime e in violazione di legge – proseguela Cassazione nella sentenza n. 46669 – non hanno efficacia vincolante per gli istituti bancari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia, neppure quale mezzo di interpretazione, trattandosi di questione nota nell’ambiente del commercio che non presenta in sè particolari difficoltà, stante anche la qualificazione soggettiva degli organi bancari e la disponibilità di strumenti di verifica da parte degli istituti di credito».

Le indicazioni di quelle circolari – spiega la Cassazione che per questo ha confermato la responsabilità civile dei 3 Istituti di Credito -Banca di Roma, Bnl e Antoniana – si traducono «in un aggiramento della norma penale che impone alla legge di stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari».

Inoltre, la medesima Cassazione ha sancito che il “decreto sviluppo”, convertito in legge lo scorso luglio, «ha introdotto un regime maggiormente favorevole agli istituti di credito in relazione al reato di usura» ma non ha effetto «retroattivo» e, dunque, delle nuove norme che hanno elevato il tasso effettivo globale (TEG) del credito non possono giovarsi i vertici degli istituti bancari in caso di denuncia da parte di imprese o privati che lamentano l’applicazione di interessi usurari.

La Suprema Corte ha confermato assolto Cesare Geronzi ex Presidente Banca di Roma, Luigi Abete Presidente di Bnl e Dino Marchiorello ex Presidente di Antonveneta con la formula «perché il fatto non costituisce reato», solo per l’esistenza delle controverse circolari della Banca d’Italia in merito alla presunta esclusione della Commissione di Massimo Scoperto.

Per il Gruppo De Masi si apre comunque la strada alle azioni civili per risarcimento danni nei confronti delle 3 banche che, pur in assenza di condanna penale per i loro Vertici, dovranno risarcire i danni per aver prestato soldi a tassi usurari dal 1997 alla fine del 2002. In proposito la Cassazione ha spiegato che per l’ usura essendo «comunque un illecito avente rilevanza civilistica, non rileva, ai fini risarcitori, che non sia stato accertato il responsabile penale della condotta illecita, in quanto l’azione risarcitoria civile ben potrà essere espletata nei confronti degli istituti interessati che rispondono, comunque, del fatto dei propri dipendenti».

Svaligiati in casa e senza latte



Stiamo faticosamente cercando di mettere insieme 20 miliardi. Li togliamo alla povera gente, lesinando le pensioni, tassando la casa, rincarando la benzina, aumentando l'iva, ricorrendo ai prelievi forzati sui conti correnti. E perché non rivalersi allora anche sui cani e sui gatti domestici? In fin dei conti adottare un cucciolo, invece di rappresentare un atto meritorio nonché un innegabile costo, potrebbe essere un reddito affettivo da condividere con lo stato.


Venti miliardi cui invece i grandi patrimoni non contribuiranno molto, restando tutto sommato indisturbati. Qualche esempio? Chi ha grandi e lussuose imbarcazioni non farà altro che spostarle nei porti della vicina Croazia. Chi ha ingenti capitali, non farà altro che spostarli in Svizzera, tanto l'accordo fiscale non lo vogliamo fare per evitare possibili infrazioni UE. Come dire: le infrazioni sulla mancata concessione delle frequenze a Europa7 e quelle sui rifiuti (tanto per citarne due a caso) vanno benissimo, in quanto si tratta di spendere in multe senza averne alcun ritorno, ma le infrazioni come scotto da pagare per il recupero di qualche miliardo di euro invece sono da evitarsi assolutamente. Due pesi, due misure. Come due pesi e due misure si adottano tra gli interventi nella manovra che riguardano l'inasprimento dell'aliquota una tantum sui capitali scudati e quelli che tolgono la rivalutazione alle pensioni. Nel primo caso si grida allo scandalo dello Stato che viene meno al suo patto, nel secondo caso invece assistiamo a un patto ancora più stringente, per il numero dei cittadini coinvolti e soprattutto perché stiamo parlando di quelli onesti, che viene violato senza nessuna alzata di scudi. Misura che adotti, scudo che ignori.

E mentre ci affanniamo a far pagare ai cittadini questi 20 miliardi, cui ne seguiranno altri 20, e poi altri 20 visto che ci stiamo consegnando mani e piedi alla recessione, ne troviamo 150 da regalare senza colpo ferire, sull'unghia, all'Unione Europea e al Fondo Monetario Internazionale. Di questi, 125 dovremo corrisponderli al MES, il Meccanismo permanente di Stabilizzazione Europeo che entrerà in vigore "presto presto" entro metà 2012 (ne ho parlato qui). Altri 23,48 miliardi li abbiamo appena promessi al Fondo Monetario Internazionale.

E a cosa servirebbe questa spropositata quantità di denaro? Ma a salvarci, parbleu! Non sono sicuro di avere capito bene: ricapitoliamo. Chiediamo ai nostri pensionati di rinunciare a comprare il latte tutti i giorni per mettere insieme 20 miliardi, ma ne troviamo 150 da dare agli altri come forma di assicurazione contro il nostro fallimento? Sarebbe come comprare una macchina a 20mila euro e poi pagare l'assicurazione 150mila. Chiunque capirebbe che è meglio non fare nessuna assicurazione, tanto anche se ti rubassero la macchina fino a 7 volte di fila, potresti ricomprartela nuova ogni volta e restare ancora con tanti soldi in tasca. L'Inghilterra mica è scema: dopo essersi chiamata fuori dai nuovi trattati, si è chiamata ancor più fuori dalla rapina del FMI. Tralasciando Estonia, Irlanda, Portogallo e Grecia che non daranno un centesimo (loro non pagano per essere salvati) l'Italia rappresenta il terzo contribuente assoluto. Chissà cosa ne avrebbe pensato Dominique Strauss-Kahn, se non lo avessero incastrato.

Pretendiamo che qualcuno venga a spiegarci questi conti, fornendo dati chiari e inequivocabili circa il saldo netto tra i vantaggi economici derivanti dalla permanenza nella moneta unica e gli svantaggi evidenti che capirebbe anche mio figlio di sei anni.

Ultima cosa: ovviamente il conferimento di 23,48 miliardi al FMI è stato deciso da una riunione telefonica dei ministri dell'economia dell'Eurogruppo, così come i 125 miliardi del MES verranno stanziati dai 17 suoi governatori, cioè i 17 ministri dell'economia dei paesi aderenti al trattato. Ovvero, per l'Italia, sempre e solo lui: Mario Monti. Che telefona ai suoi amici, quelli del club, e conferisce. Coi soldi nostri.








La guerra virtuale dell’Eurozona


La guerra virtuale dell’Eurozona

di Lucio Caracciolo
RUBRICA IL PUNTO. La fine o la salvezza della moneta unica sarà la fine o la salvezza di un'ambizione geopolitica. Il metodo europeista astrae dai popoli, e prospetta due scenari da incubo: sospensione della democrazia o trionfo di leader eurofobi e xenofobi.

Limes 6/11 Alla guerra dell'euro | L'euroaccordo non risolve la crisi

(Carta di Laura Canali tratta da Limes 6/11 "Alla guerra dell'euro" - per ingrandireclicca qui)
L'euro è un progetto geopolitico in veste monetaria. La sua fine o la sua salvezza saranno fine o salvezza di un'ambizione geopolitica. L'euro non era e non è una necessità tecnica. Sotto il profilo monetario è un'assoluta anomalia, in quanto divisa senza sovrano, dunque senza garante di ultima istanza.

Peggio: con diciassette pseudosovrani. Il suo spazio di circolazione disegna un'area monetaria men che ottimale. Per cultura e storia fiscale, vocazioni e strutture economiche, dinamiche sociali e demografiche, resta difficile immaginare il senso di un unico conio per estoni e ciprioti, greci e olandesi, italiani, lussemburghesi e quanti altri. A stringere, financo per francesi e tedeschi.

Specialmente se la Germania, benchmark dell'Eurozona, vive nel culto del suo peculiarissimo capitalismo corporativo, nella devozione per l'”economia sociale di mercato” teorizzata e praticata dal padre del “miracolo” postbellico, il ministro dell'Economia (1949-63) e poi cancelliere (1963-66) Ludwig Erhard. E se l'élite finanziaria tedesca resta convinta, come Joseph Schumpeter, che la moneta esprima tutto ciò che “questo popolo vuole, compie, soffre, è”. Un popolo, non diciassette. La spiritualità della moneta: per noi latini, un concetto avvolto nelle nebbie nibelungiche.

Dobbiamo trarne che Maastricht fosse un atto di follia collettiva? O una cabala antieuropea di banchieri angloamericani (leggi: ebrei), come quei nove che il terzo mercoledì di ogni mese si riuniscono a Manhattan nel club dell'Ice Trust e che scandirebbero il corso dell'umanità al ritmo dei propri innominabili interessi? Non l'uno né tantomeno l'altro. Gli autori dell'Unione economica e monetaria ritenevano di perseguire legittimi interessi nazionali per costruire un'Europa ad essi confacente. Quanto a Londra e Washington, senza trincerarsi dietro oscure manovre, hanno tentato in ogni modo di soffocare l'euro nella culla, per loro altrettanto legittimi interessi economici e geopolitici.

Il metodo europeista astrae dai popoli. Purtuttavia esistiamo. In questa isterica euroagonia, e nel contesto di una crisi che da occidentale minaccia di farsi globale, investendo financo la Cina, chi è disposto a sacrifici che avvitano le nostre economie in una spirale depressiva a tempo indeterminato e non ci garantiscono contro il default? Se poi la “primavera araba” investisse Vicino Oriente e Golfo, per esempio sotto specie di un attacco preventivo israeliano all'Iran, chi potrebbe scansarne lo shock energetico, economico e geostrategico?

Di qui alla sospensione della democrazia in nome dell'emergenza e/o all'affermarsi di leader eurofobi e xenofobi nel cuore del Vecchio Continente il passo non è necessariamente lungo. La posta in gioco non è dunque solo economica, tocca la qualità della nostra vita associata, delle nostre istituzioni, della nostra geopolitica. I padri fondatori esibivano l'Europa come assicurazione contro la guerra.

Il guasto peggiore dell'europeismo senza europei è di avere eroso la fede dei cittadini degli Stati membri non solo nell'utilità dell'Unione Europea, ma nella sua capacità di garantire la pace interna. La battaglia nell'Eurozona è guerra virtuale, combattuta con armi apparentemente non letali, ma che diffondono disperazione nel cuore delle nostre comunità, sempre meno coese e più anomiche. Quando scocca l'ora del “si salvi chi può”, le campane della libertà e della pace suonano a morto.

(15/12/2011)

Erano Stati Uniti, ora sono insolventi e ingovernabili


Crisi economica globale: Gli Stati Uniti, un paese insolvente e ingovernabile
di Global Europe Anticipation Bulletin - 19/12/2011

Fonte: ilupidieinstein 


28253Come annunciato nel precedente bolletino GEAB, in questo numero il nostro team presenta le sue anticipazioni sui cambiamenti negli Stati Uniti per il periodo 2012-2016.Questo paese, epicentro della crisi sistemica globale e pilastro del sistema internazionale dal 1945, verrà sottoposto a una fase particolarmente tragica della sua storia nel corso di questi cinque anni. Già insolvente diventerà ingovernabile determinando, per gli americani e coloro che dipendono dai violenti e distruttivi shock economici, finanziari, monetari, geopolitici e sociali, degli Stati Uniti. Se gli Stati Uniti oggi sono già molto diversi dalla "super-potenza" del 2006, l'anno in cui è stato pubblicato il primo rapporto GEAB, che annunciava la crisi sistemica globale e la fine degli onnipotenti Stati Uniti, i cambiamenti che ci aspettiamo per il periodo 2012-2016 sono ancora più importanti, e trasformeranno radicalmente il sistema istituzionale del Paese, il suo tessuto sociale e il suo peso economico e finanziario. 

Allo stesso tempo, ogni dicembre, valutiamo le nostre anticipazioni per l'anno appena concluso. Questo esercizio, praticato  troppo raramente dai think tank, dagli esperti e dai media (1) è uno strumento che permette ai nostri abbonati (2) così come ai nostri ricercatori, di verificare che il nostro lavoro mantiene un alto valore aggiunto e ed è in contatto diretto con la realtà . Quest'anno il nostro punteggio è leggermente migliorato e LEAP/E2020 ha raggiunto un tasso di successo dell'82% nelle sue anticipazioni per il 2011. 


Inoltre abbiamo anche espresso in dettagli le nostre raccomandazioni su valute, oro, le borse e le conseguenze di emarginazione del Regno Unito in seno all'UE (3) sulla Sterlina, i Bond e sul debito UK e abbiamo espresso qualche consiglio sugli sviluppi del sistema istituzionale americano (4). 


In questo comunicato pubblico abbiamo scelto di presentare un estratto dalla nostra anticipazione sui cambiamenti negli Stati Uniti per il periodo 2012-2016. 


Ma prima di affrontare il caso americano, vogliamo rivedere la situazione in Europa (5).
Dalla mancata dislocazione di Eurolandia alla dislocazione del Regno Unito
Come anticipato dal nostro team, il vertice UE a Bruxelles del 7 e 8 dicembre scorso, ha portato a due eventi fondamentali:

. l'ulteriore integrazione di Eurolandia con un'accelerazione e un rafforzamento dell'integrazione finanziaria e di bilancio e l'avvio di un'integrazione fiscale (6). I governi dell'Eurozona, guidati dalla Germania, hanno confermato la loro disponibilità ad arrivare fino alla fine di questo processo, nonostante tutte le discussioni degli Anglo-sassoni e degli Euroscettici che, negli ultimi due anni, hanno predetto che la Germania avrebbe abbandonato l'euro. Allo stesso tempo, hanno rifiutato di seguire il percorso della Fed e della Banca d'Inghilterra evitando di stampare (Quantitative Easing) fintanto che la disciplina di bilancio non sarà raggiunta all'interno di Eurolandia (7). L'evidente  fallimento del QE negli Stati Uniti come in Gran Bretagna (8) conferma l'importanza di questa scelta che permetterà l'emissione di Eurobond, alla fine del 2012 (9).
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I bilanci delle banche centrali di Stati Uniti, Regno Unito, giapponesi ed europei (2007-2011, in base 100 nel giugno 2008) - Fonte: Société Générale, 11/2011
Al contrario, la "garanzia" che il caso greco (di una "tassa volontaria" di un "haircut" del 50% per i creditori privati ​​del Paese) rimarrà un'eccezione è una promessa che vincola solo chi ci crede. Tra l'altro questo è stato anticipato dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, i cui cittadini sono ben consapevoli, dopo cinque anni che lo vedono in azione, che i suoi impegni non hanno alcun valore duraturo e sono sempre di natura tattica (10).

. la durata dell'emarginazione (almeno 5 anni) del Regno Unito in seno all'Unione europea conferma vividamente che è davvero Eurolandia che da ora in poi condurrà gli affari europei. L'incapacità di David Cameron a raccogliere anche solo due o tre "alleati tradizionali" del Regno Unito (11) illustra l'indebolimento strutturale della diplomazia britannica e la generale mancanza di fiducia in Europa, sulla capacità del Regno Unito di superare la crisi (12). E' anche un indicatore attendibile della perdita di influenza degli Stati Uniti sul continente dato che l'invio del Segretario al Tesoro Tim Geithner e del vicepresidente Joe Biden a saccheggiare sulla terraferma pochi giorni prima del vertice, non è servito a niente e non ha impedito il fallimento britannico (13).
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Confronto tra i tassi di interesse sul debito attuale e il tasso di mercato per prestiti a 10 anni - Fonte: Figaro, 11/2011
In realtà questo vertice sarà stato storico, ma non già perché risolverà i problemi finanziari e di bilancio europei. Come abbiamo anticipato nel dicembre 2010 e, come Angela Merkel ha appena detto al Bundestag, il percorso di Eurolandia è un viaggio lungo, complesso e caotico, come la strada percorsa, dal 1950, per l'integrazione europea (14). Ma è un modo che rafforza il nostro continente e metterà Eurolandia al centro del mondo dopo la crisi (15). Se i mercati non sono contenti di questa realtà, è un loro problema. Essi continueranno a vedere i loro attivi fantasma andare in fumo, le loro banche e hedge fund andare in bancarotta, cercando invano di spingere verso l'alto i tassi di interesse sul debito europeo (16) con la conseguenza che le agenzie di rating del credito anglo-sassoni perderanno ogni credibilità (17).
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Generose donazioni di 
hedge funds al partito conservatore britannico (2001-2011) - Fonte: Financial Times, 12/2011
Questo vertice è storico, perché conferma e aumenta il ritorno dei paesi fondatori dell'Unione Europea alla responsabilità del progetto europeo e perché dimostra che, lungi dall'assistere ad un collasso della zona euro, il trattamento d'urto tentato da David Cameron su ordine dei finanzieri della City (18), si sta traducendo in un'accelerazione della dislocazione del Regno Unito (19). Oltre al confronto tra liberaldemocratici e conservatori, che la posizione di Cameron ha avviato, minando ulteriormente una coalizione già in pessima  forma, questa marginalizzazione britannica solleva una forte opposizione in Scozia e nel Galles i cui leader proclamano il loro attaccamento verso l'UE e la loro volontà, per quanto riguarda la Scozia (20), di aderire all'Euro una volta che il processo di indipendenza comincerà intorno al 2014 (21).

E ciliegina sulla torta, la collusione tra la City e il governo britannico è ora un argomento che si estende oltre i confini del Regno Unito e rafforza la determinazione del continente di portare finalmente questo "fuorilegge" sotto controllo. Come abbiamo descritto dal dicembre 2009 e dall'inizio degli attacchi contro la Grecia ed Eurolandia, la City, allarmata dalle conseguenze della crisi per quanto riguarda le normative europee, si è lanciata in un attacco contro un'Eurolandia in continua evoluzione, mettendo il Partito Conservatore e i media finanziari anglo-sassoni al suo servizio (22). L'episodio del recente vertice di Bruxelles segna una grande sconfitta per la City in questa guerra sempre più pubblica, rivelando tra l'altro il risentimento di una maggioranza di britannici che non sono contro  Eurolandia più di quanto lo siano contro la City  (23) accusata di sfruttare il paese (24).

Con 1800.000.000.000 di sterline di denaro pubblico investito nelle banche per evitare il collasso nel 2008, i contribuenti britannici sono infatti coloro che hanno pagato di più per il salvataggio delle istituzioni finanziarie. E il governo britannico potrebbe continuare a escludere tale importo dai suoi calcoli del debito pubblico, sostenendo che è un "investimento", di fatto, sempre meno persone ritengono che le banche della City si riprenderanno dalla crisi, soprattutto da quando sono peggiorate nella seconda metà del 2011: le azioni acquistate dal governo, infatti, sono già prive di valore. L'"hedge fund UK" è sull'orlo del collasso (25) ... e grazie a David Cameron e alla City, è isolato e nessuno  si appresta ad andare in suo aiuto, né in Europa né gli Stati Uniti.

Con la bolla cinese (26) in procinto di unirsi alla recessione europea e la depressione degli Stati Uniti, nel 2012 la tempesta determinerà se David Cameron e il suo ministro delle Finanze George Osborne sono degni discendenti dei grandi marinai britannici.
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Costi di trasporto marittimo Cina / Europa (in blu) e in Cina / USA (in rosso) (settembre-novembre 2011) - Fonte: Phantonomics, 12/2011
Ma torniamo ora all'estratto dalla nostra anticipazione sul futuro degli Stati Uniti per il periodo 2012-2016.
Il futuro degli Stati Uniti - 2012-2016: Stati Uniti insolventi e ingovernabili
In questo numero, il nostro team dà quindi la sua anticipazioni sul futuro degli Stati Uniti per il periodo 2012-2016. Ricordiamo che dal 2006 e dai primi numeri del GEAB, LEAP/E2020 ha descritto la crisi sistemica globale come un fenomeno che caratterizza la fine del mondo come lo conosciamo dal 1945, che segna il crollo del pilastro americano su cui questo ordine mondiale si è poggiato per quasi sette decenni. Dal 2006, avevamo individuato il periodo 2011-2013, quello in cui il "Dollar Wall" su cui siede il potere degli Stati Uniti, sarebbe crollato. L'estate 2011, con il taglio del rating creditizio degli Stati Uniti da parte di S & P, ha segnato una svolta storica e ha confermato che l'"impossibile" (27) era effettivamente in procinto di avverarsi. Pertanto oggi, appare indispensabile fornire ai nostri abbonati una chiara visione anticipatrice di ciò che attende il "pilastro" del mondo dal momento in cui la crisi ha ingranato la "Marcia Superiore" nell'estate 2011 (28).

Così, secondo LEAP/E2020, l'anno delle elezioni 2012, che si apre sullo sfondo di una depressione economica e sociale, una paralisi completa del sistema federale (29), un forte rifiuto del tradizionale sistema bipartitico e una crescente messa in discussione della rilevanza della Costituzione, inaugura un periodo cruciale nella storia degli Stati Uniti. Nei prossimi quattro anni, il paese sarà sottoposto a sconvolgimenti politici, economici, finanziari e sociali, senza precedenti dalla fine della Guerra Civile che, per un caso della storia, è iniziata esattamente 150 anni fa nel 1861. Durante questo periodo, gli Stati Uniti saranno contemporaneamente insolventi e ingovernabili, trasformando quello che era il "fiore all'occhiello" del mondo negli ultimi decenni in un "battello ubriaco".

Per rendere comprensibile la complessità del processo in corso, il nostro team ha scelto di organizzare le sue anticipazioni intorno a tre aree chiave:

Usa: stallo istituzionale e la rottura del tradizionale sistema bipartitico

La spirale inarrestabile di recessione / depressione / inflazione

Il cedimento del tessuto socio-politico degli Stati Uniti

La spirale inarrestabile economica degli Stati Uniti: recessione/depressione/ inflazione (estratto)

In effetti, gli Stati Uniti finiscono il 2011 in uno stato di debolezza senza precedenti dai tempi della guerra civile. Essi non praticano alcuna leadership importante a livello internazionale. Il confronto tra blocchi geopolitici si sta aggravando e si trovano a confrontarsi con quasi tutti i principali attori del mondo: Cina, Russia, Brasile (e in generale quasi tutto il Sud America) e ora Eurolandia (30). Nel frattempo, non possono controllare la disoccupazione poichè dove il tasso di disoccupazione reale ristagna intorno al 20% sullo sfondo di una riduzione senza sosta e senza precedenti nel mondo di forza lavoro (che ora è scesa al livello del 2001 (31)).
Il settore immobiliare, la base della ricchezza delle famiglie americane insieme al mercato azionario, continua a vedere i prezzi in calo anno dopo anno, nonostante i tentativi disperati da parte della Fed (32) di agevolare i prestiti all'economia attraverso la sua politica a tasso zero. Il mercato azionario ha ripreso il suo percorso verso il basso, artificialmente interrotto da due Quantitative Easings nel 2009 e 2010. Le Banche americane, i cui bilanci sono molto più fortemente carichi di prodotti finanziari derivati ​​rispetto alle loro omologhe europee(33), si stanno avvicinando pericolosamente ad una nuova serie di fallimenti, di cui MF Global non è altro che un precursore, che indica l'assenza di controlli procedurali o allarmi tre anni dopo il crollo di Wall Street nel 2008 (34).

La povertà sta gradualmente aumentando ogni giorno nel paese, dove un americano su sei ora dipende dai buoni pasto (35) e un bambino su cinque ha sperimentato periodi di vita per le strade (36). I servizi pubblici (istruzione, sociale, polizia, autostrade ...) sono stati significativamente ridotti in tutto il paese per evitare il fallimento di città, contee, o fallimenti degli Stati. Il successo che la rivolta della classe media e dei giovani (TP e OWS) ha incontrato si spiega con questi oggettivi sviluppi. E i prossimi anni vedranno peggiorare queste tendenze.

La debolezza dell'economia degli Stati Uniti e della società nel 2011 è, paradossalmente, il risultato dei tentativi di "salvataggio" effettuati nel  2009/2010 (piani di stimolo, QE ...) e il peggioramento di una situazione pre-2008 "normale". Il 2012 segnerà il primo anno di deterioramento di una situazione già gravemente compromessa (37).

Piccole e medie imprese, famiglie, enti locali (38), servizi pubblici, ... non hanno più alcuna  "imbottitura" per attutire il colpo della recessione in cui il paese è caduto di nuovo (39). Abbiamo anticipato che il 2012 avrebbe visto un calo del 30% del dollaro contro le valute mondiali. In questa economia, che importa la maggior parte dei suoi beni di consumo, questo si tradurrà in una corrispondente riduzione del potere di acquisto delle famiglie americane in un contesto di inflazione a due cifre.

Il TP (Tea Party) e il movimento OWS (Occupy Wall Street) hanno, quindi, un brillante futuro davanti a loro in quanto l'ira del 2011 diventerà di gran moda nel 2012/2013. 

Note: 

(1) Per non parlare delle agenzie di rating che passano il loro tempo a cambiare i loro giudizi, la prova che non hanno una metodologia affidabile e che galleggiano in balia della pressione e della moda.

(2) che può così determinare direttamente sia la rilevanza delle nostre anticipazioni e l'onestà delle nostre valutazioni.

(3) Uno sviluppo atteso dal nostro team da lungo tempo.

(4) Su richiesta di numerosi lettori americani.

(5) Presenteremo le nostre anticipazioni per l'UE nel GEAB N° 61 o 62.

(6) Il presidente dell'Unione europea, Herman Van Rompuy, ha quasi ragione nel dire che, nel giro di pochi anni, questo fine-anno 2011  sarà giudicato come un "annus mirabilis" per l'Europa. Il nostro team ritiene che il 2012 sarà effettivamente l'anno chiave. Fonte: Le Soir, 13/12/2011

(7) Fonte: New York Times, 2011/10/12

(8) La Banca dei regolamenti internazionali ha appena messo in guardia il Regno Unito che la sua politica di alleggerimento quantitativo era in corso di fallimento. Fonte: Telegraph, 2011/12/12

(9) Qualunque cosa possa dire oggi  Angela Merkel.

(10) I tedeschi, gli olandesi e altri paesi con un surplus sono per questo determinati a tornare a questo punto quando sarà il momento. E noi manteniamo la nostra previsione che il 30% del debito pubblico occidentale non sarà rimborsato nel 2012: in Europa, Giappone e Stati Uniti.

(11) Vale a dire che i paesi europei sono ancora sottomessi a Washington come la  Repubblica Ceca di Vaclav Klaus, i Paesi Baltici e la Svezia.

(12) Tutti i paesi al di fuori della zona euro, ad eccezione del Regno Unito, si sono saggiamente allineati dietro la bandiera della moneta unica europea. Ma, naturalmente, sono senza alcun dubbio "irresponsabili", "idioti" o "temerario" ... a differenza dei giornalisti dei media anglo-sassoni che sanno che questo è destinato al fallimento. Proprio come prima del 2008, erano convinti della invincibilità della finanza anglosassone o, fino alla seconda metà del 2011, che la crisi era sotto controllo! Fonte: Libération, 13/12/2011

(13) Questo tipo di visita ad alto livello degli Stati Uniti o telefonata presidenziale, ampiamente riportate dalla stampa statunitense, poco prima di un vertice UE, è diventata una caratteristica dell' amministrazione Obama. Non potendo influenzare gli eventi - dal momento che Eurolandia ha fatto capire a Washington che dovrebbe farsi gli affari suoi, cerca di convincere il pubblico americano che Washington è ancora il "deus ex machina" degli affari europei, anche se, mai dal 1945, l'influenza degli Stati Uniti sul futuro dell'Europa è stata così debole. E' vero che senza soldi, senza una minaccia comune, e senza credibilità, per quanto riguarda gli affari economici e finanziari, il compito di inviati degli Stati Uniti non è facile!

(14) Fonte: Euronews, 14/12/2011

(15) LEAP/E2020 ritiene che oggi Angela Merkel è senza dubbio l'unico "statista" europeo, e anche occidentale. Lei non è una grande visionaria, ma è l'unico leader politico che combina la necessità di politiche difficili con una visione positiva del futuro. E qualunque cosa possa pensare, mostra una determinazione innegabile, una qualità necessaria per ottenere le cose che sono importanti nella politica e che sono sempre difficili.

(16) Noi diciamo "invano" per due ragioni. Primo, perché i tassi effettivi attuali non sono quelli utilizzati dalla stampa (vedi grafico sopra) e, dall'altro, perché secondo le nostre analisi, Eurolandia nel 2012 o all'inizio del 2013, se i tassi di interesse continueranno a salire, si accingerà a raccogliere direttamente una parte degli enormi risparmi europei al fine di ritirarsi alle sue condizioni dai mercati finanziari anglosassoni ... che dovranno accettare un haircut più importante.

(17) A questo proposito, la composizione azionaria delle tre agenzie getta luce sulla loro totale mancanza di autonomia decisionale in quanto sono detenute da alcune grandi banche statunitensi e fondi di investimento (fonte: Bankster). E' tempo che il declassino Eurolandia da diverse tacche ... in modo che gli investitori saranno costretti a fare la loro scelta: credere al rating delle agenzie o fidarsi dei propri punti di vista (fonte: CNBC, 15/12/2011). In definitiva ci sarà una differenza. LEAP/E2020 ritiene che coloro che seguono le agenzie saranno i grandi perdenti di questa crisi finanziaria. E il tentativo da parte dei governi europei di "mantenere il loro rating AAA a tutti i costi", come nel caso di Nicolas Sarkozy, dimostra solo una cosa: stanno solo ascoltando i loro amici finanziari. Quando si è Eurolandia e il primo blocco del commercio globale, il titolare dei più grandi risparmi globali, ecc .. potrebbe non importarsene di meno delle agenzie di rating. Le si ignora o le si distrugge. Due cose che, per questo, saranno nel programma 2012.

(18) Gli  "hedge fund" della City sono diventati i maggiori donatori del Partito Conservatore (vedi tabella sopra) che è di fatto il loro intermediario politico. E questi stessi "hedge fund", naturalmente, hanno un affetto speciale sugli euroscettici britannici di cui Roger Cohen dipinge un quadro particolarmente edificante nel New York Times del 13/12/2011. Quello che gli euroscettici britannici hanno contro Angela Merkel, non è che lei è tedesca, ma che lei non è una nazista. Se fosse così, le loro idee sulla "razza superiore" potrebbero essere espresse più facilmente all'interno dell'UE.

(19) Che verrà lasciato senza influenza sulle decisioni che incideranno su di esso in alcun modo. Fonte: Guardian, 2011/10/12

(20) Fonti:  Scottish TV, 12/12/2011; Wales Online, 10/12/2011; Independent, 05/12/2011

(21) A questo proposito, il nostro team ha avuto l'opportunità di condividere le sue riflessioni sull'uso del termine "Uniti" nei nomi dei paesi. Noi crediamo che tutti i paesi o entità politiche che hanno inserito la parola Uniti o dell'Unione nel loro nome sono condannati alla disunione il giorno in cui una grave crisi dovesse cambiare gli equilibri interni. Usare il termine "Uniti" maschera infatti un problema fondamentale di identità comune. Ecco perché l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è crollata, le Province Unite erano disunite e gli Stati Uniti, come il Regno Unito, si trovano ad affrontare crescenti tendenze centrifughe. Anche perché l'Unione Europea non è un'entità politica praticabile (è destinata ad essere solo un grande mercato, fonte: Spiegel, 18/11/2011) ... a differenza di Eurolandia che non ha bisogno di aggiungere dell'Unione o Uniti per avere una comune identità. Franck Biancheri, direttore di LEAP/E2020, ha espresso, per questi motivi, la sua opposizione all'adozione del termine Unione Europea al posto di Comunità Europea agli inizi degli anni 1990.

(22) e sfruttando appieno la sua capacità di manipolare i mercati valutari e altre attività finanziarie. Attitudine in rapido declino a causa della crisi e del crescente smascheramento della manipolazione in corso.

(23) Fonte: Independent, 2011/10/12

(24) La City è una reliquia feudale che sfugge ad ogni regola genuina all'interno del Regno Unito. Anche se non altro perché si tratta di un grande centro finanziario che troppo pochi controllori "controllano", sostenuto dalla vasta rete dei paradisi fiscali creati dai coriandoli dell'ex Impero britannico. Per informazioni, France Télévisions ha appena trasmesso un rapporto straordinario sulla City l'11/2011. Si potrebbe dire che la City è una sorta di base "pirata" come i corsari Barberi che le potenze europee hanno alla fine dominato per mezzo di campagne militari nel XIX secolo, dopo secoli di pirateria e  contrabbando di ogni genere.

(25) Se a causa del fatto che il debito è pubblico o privato. Così nel 2012 gli investitori immobiliari britannici saranno in grado di rifinanziare 156 miliardi di dollari in prestiti. Fonte: Bloomberg, 2011/09/12

(26) Fonti: Telegraph, 14/12/2011, Les Echos , 01/12/2011

(27) Ricordiamo che solo un anno fa sembrava assolutamente folle  anticipare tale ripartizione. Gli esperti finanziari, i media specializzati e altri esperti del "futuro come immagine speculare del passato", consideravano un tale crollo impossibile, o possibile dopo cinque o dieci anni se la situazione finanziaria del paese avesse continuato a deteriorarsi.

(28) Questa esigenza è tanto più elevata quanto più i media e settori finanziari sono completamente parassitati dal "richiamo" della "crisi dell'euro", destinato, come ci è stato sottolineato negli ultimi due anni, a nascondere la gravità della situazione al cuore del sistema finanziario globale, in particolare a Wall Street e nella City. Il clamoroso fallimento di David Cameron a Bruxelles la scorsa settimana dimostra incidentalmente il panico che regna nel cuore della finanza anglosassone.

(29) Eurolandia, nonostante il suo "handicap", ribadito a lungo dai media anglo-sassoni e dalle isteriche allusioni degli intermediari di Wall Street e della City, ha manovrato per quasi due anni per costruire un nuovo dispositivo politico-istituzionale per passare attraverso la crisi e prepararsi per il mondo dopo. Al contrario, gli Stati Uniti si stanno dimostrando totalmente incapaci di un minimo di iniziativa per adattarsi al nuovo ordine mondiale, com'è stato recentemente dimostrato, ancora una volta, con il fallimento dell'obiettivo di un super-comitato per la riduzione del deficit, nonostante il suo obiettivo molto limitato di ridurre 1,5 trilioni di dollari in più di 10 anni (vedi tabella sopra). La storia degli Stati, come per le la specie, dimostra tuttavia che la capacità di adattamento è fondamentale per la sopravvivenza, ed è una legge che non ha eccezioni.

(30) Nella sua meravigliosa poesia «Se» , Rudyard Kipling ha scritto "... Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto / Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi / O, essendo calunniato / Non rispondere con calunnie / Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa". E questo consiglio vale per le comunità come per gli individui, perché la lettura della stampa anglosassone sull'euro e su Eurolandia fa pensare irresistibilmente al nostro team a questo passo del poema. Tuttavia, con l'emarginazione del Regno Unito in seno all'UE e una più rapida integrazione di Eurolandia (come da nostre anticipazioni), si nota l'attraversamento di una barriera psicologica in Eurolandia: non è più il tempo di evitare di offendere la sensibilità dei nostri "alleati" anglo-sassoni, ma semplicemente di proteggerci dagli attacchi dei nostri avversari anglo-sassoni. A differenza dei mezzi di comunicazione e degli esperti "mainstream" di Wall Street e della City, Eurolandia non sta perdendo tempo "a distorcere le parole per farne una trappola per allocchi", essa è contenta di prendere in considerazione la realtà, per progredire "sorridendo e tenendo" e tagliare, uno per uno, i legami che lo legano ai centri finanziari inglesi e statunitensi (e quelli politici in seguito). Il nostro team non può resistere alla tentazione di fornire un ulteriore esempio del quotidiano "spinning" di informazioni, di cui la maggior parte degli inglesi e dei media statunitensi hanno fatto una specialità. Così, nella sezione della nostra rubrica "Distorta da furfanti per fare una trappola per gli sciocchi", MarketWatch ha pubblicato il 14/12/2011 un articolo dal titolo "I gestori dei fondi temono un crollo della zona" Ma che cosa si scopre in questo articolo? Che la loro preoccupazione principale (75% di loro) era un ulteriore downgrade degli Stati Uniti (48% pensa che accadrà nel 2012) e solo il 44% di loro pensava che ci fosse il rischio che un giorno un paese avrebbe lasciato la zona euro, senza menzionare un lasso di tempo . Un titolo onesto, pertanto, dovrebbe essere  "I gestori di fondi temono un ulteriore declassamento degli Stati Uniti". Ma come si dice in francese: "A la guerre comme la guerre (arrangiati con quello che hai)".

(31) considerando nello stesso tempo, che la popolazione degli Stati Uniti è aumentata di 30 milioni, un aumento del 10%. Fonte: Washington Post, 02/12/2011

(32) La nostra squadra pensa che il 2013/2014 fornirà, attraverso il Congresso ed a causa di un massiccio sostegno pubblico, un'opportunità senza precedenti per chiedere lo smantellamento della FED. Le opinioni anti-fed dei Tea Parties e quelle anti-Wall Street del movimento OWS troveranno quì un punto focale interessante.

(33) Fonte: New York Times, 24/11/2011

(34) A questo proposito è interessante notare che le agenzie di rating, guidate da Moody, non hanno visto arrivare nulla di nuovo dal momento che, fino alla fine dell'estate 2011, MF Global ha avuto una valutazione positiva da queste agenzie ... anche quando l'impresa stava già toccando i conti dei suoi clienti nel tentativo di sopravvivere. Coloro che credono che i loro investimenti sono meglio protetti a Wall Street o nella City riflettano su questo "dettaglio".

(35) Fonte: MSNBC, 11/2011; RT, 08/12/2011

(36) Questi sono i numeri che d'ora in poi collocheranno pienamente il paese nella categoria "Terzo Mondo", in materia sociale. Fonte: Beforeitsnews, 29/11/2011

(37) Gregor McDonald dice che il paese non può più generare crescita. Fonte: SeekingAlpha, 2011/05/12

(38) Fonte: Washington Post,  29/11/2011

(39) In realtà, non ha mai lasciato dal 2008, ad eccezione per cause tecniche di misure macroeconomiche. Ma nessuno mangia macroeconomia ... tranne gli economisti.

Fonte: Global Research 17 Dicembre 2011 
Traduzione: Anna Moffa per 
ilupidieinstein.blogspot.com

Monti, Napolitano e il terribile sospetto


Monti, Napolitano e il terribile sospetto
di Marco Della Luna - 19/12/2011

Fonte: Marco della Luna blog 
 
   
Per la prima volta il paese vive intensamente, sempre più intensamente, il terribile sospetto di essere tradito dal suo governo in carica, col presidente della Repubblica che appoggia gli atti politici del medesimo governo e ne co-assume quindi le responsabilità morali, politiche e giuridiche. Tradito in favore di potentati finanziari privati e predatori, causa e beneficiari dell’attuale dissesto, e degli interessi di una Germania sopraffattrice che strumentalizza le istituzioni europee nel proprio egoistico interesse, sfruttando il fatto di essere il paese più potente, con grossi avanzi commerciali, finanziatore di altri (Francia), quindi in condizione di dirigere il gioco dell’UE a proprio comodo. 

Berlusconi poneva platealmente problemi di rapporti con la mafia, di corruzione politica e morale, se non addirittura di perversione o psicopatia, ma non di fare una politica intesa a danneggiare programmaticamente l’Italia per favorire lo straniero. Mai un governo aveva suscitato questo problema come problema centrale, nemmeno il precedente governo di uomini della Goldman-Sachs, che però aveva lavorato per arrivare dove siamo oggi. In realtà tutti i governi hanno applicato le ricette dettate dalle mendaci dottrine neoliberiste e neomonitariste, i dogmi della liberalizzazione finanziaria, della finanziarizzazione dell’economia, e della riduzione della spesa pubblica come mezzo di risanamento – con tutto quanto ne è derivato. Quindi tutti i governi, consapevolmente o no, hanno lavorato in questo senso. Però solo oggi divengono percepibili a vasti strati sia i meccanismi azionati, che le intenzioni e i tornaconti. E solo oggi, in parlamento, in politica, nei mass media, si dà voce al sospetto che sia in atto un vero e proprio tradimento del paese da parte di chi ne ha assunto la guida, anche in relazione alla sua storia concreta, legata a Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg e Trilateral Commission, cioè alla cupola mondiale dei poteri finanziari forti. 

Di fatto, in una situazione di recessione in atto e dovuta non certo a mancanza di capacità produttiva o di domanda potenziale di lavoro e di consumi, bensì a carenza di liquidità, il governo Monti sta togliendo quel poco di liquidità che ancora restava, così da assicurarsi che la recessione continui e che non se ne esca, e che quindi si crei in breve un’emergenza occupazionale, soprattutto per i giovani, una recessione sicuramente superiore al 2%, un calo delle entrate, un avvitamento fiscale. Monti stesso ha dichiarato che le crisi, le emergenze, sono utili, perché con esse si possono guidare i popoli verso i cambiamenti desiderati.

E così, a quel punto il governo sarà “costretto” a privatizzare e liberalizzare sottocosto per poter pagare stipendi e pensioni, e con questa emergenza potrà semi-regalare i migliori assets nazionali rimasti a quel grande capitale finanziario di cui è emanazione. Il governo dirà, per giustificarsi, che il mancato risanamento, per il quale era stato messo al potere, non è colpa sua, ma dei sindacati e delle lobbies che gli hanno impedito di attuare per intero il suo programma, e che quindi quelle categorie di oppositori dovrebbero essere ora punite con maggiori sacrifici. Alle prevedibili proteste della società civile, è prevedibile come risposta un giro di vita autoritario e poliziesco.

Perciò io oggi dico: Monti, siccome con ciò che stai facendo sai bene che incontrerai forte opposizione sociale e lobbistica, se non sei sicuro di riuscire a risanare e rilanciare il paese, con tutti i tuoi geniali interventi, dillo ora, poni le condizioni ora, per andare avanti, in modo esplicito e chiaro: domani non sarai credibile. Così chiamerei il suo bluff.

I capi partitici lasciano che il governo proceda con la sua azione, perché il governo riempie di nuove tasse la loro mangiatoia (“Qui sono tutti malviventi” dice l’on.le Razzi), e perché pensano di evitare di assumersi direttamente la cruenta responsabilità delle misure impopolari, e contando così di salvare il rapporto con l’elettorato. Forse non riflettono che perderanno credibilità e legittimazione tanto nel caso che Monti risani e rilanci – perché si dimostrerà che essi sono incapaci mentre i tecnici sono capaci – quanto nel caso, secondo me certo, che metta il paese in ginocchio: in tale caso, infatti, essi avranno la colpa di avergli consentito di rovinare e assoggettare gli Italiani. 

Perciò ai politici che lo sostengono, direi: lasciate i vostri partiti, mollate i vostri segretari-padroni, fondate assieme alla Lega Nord e alle forze della (vera) sinistra non rappresentate in parlamento un parlamento popolare non bancario, alternativo. Chi oggi e domani vota Monti, quando il bubbone scoppierà, non potrà far finta di non aver capito ciò che Monti sta facendo oggi, non potrà dire di averlo aiutato in buona fede. Persino un grande leader sindacale ha detto che la manovra Monti la poteva fare anche suo zio, che non sa un tubo di economia: hanno composto un governo di accademici solo per far credere eccellente e scientifica una manovra economica di deliberata recessione. Quindi, al contrario, chi per tempo si sarà dissociato da questo governo, e avrà denunciato la sua policy, quello potrà divenire un beniamino della nazione.

SIGNORAGGIO: L’ILLICEITÀ DEL SISTEMA FISCALE

IL SIGNORAGGIO PRIMARIO E SECONDARIO
L’ILLICEITÀ DEL SISTEMA FISCALE
La neutralizzatione della svalutazione da signoraggio per effetto della diminuzione dei costi frutto della continua semplificazione delle produzioni e della loro commercializzazione.

Indisturbate, sotto gli occhi della magistratura, le banche centrali, fra cui la Banca d’Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il crimine del signoraggio primario, mentre le banche commerciali praticano l’ancor più grave signoraggio secondario, realizzando peraltro un’evasione fiscale maggiore sia delle tasse pagate che delle tasse evase dal resto della società.
Dopo averlo infatti segretato già dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli omissis), si è ‘scoperto’ che la BdI è di privati (85% banche, 10% assicurazioni, 5% ignoti), come gran parte delle altre banche centrali; fra cui la BCE, che è al 14,57% della BdI, e quindi dei suoi proprietari.
Una privatezza di cui, da quando, pochi anni fa, la si è scoperta, si cerca di sminuire la rilevanza, ma che è la causa del malessere economico e finanziaro del mondo.
Signoraggio primario della BdI/BCE e delle altre banche centrali che consiste in quel che segue.
1) Nello stampare continuamente le banconote al costo della carta e dell’inchiostro (dal 1929 non occorre alcun corrispettivo in oro, né è mai realmente occorso). Banconote la cui quantità è nota solo a loro, perché i numeri di serie non sono progressivi, e non se ne conosce il significato.
2) Usarle (al valore in euro, dollari ecc. su esse stampato) per comprare dagli Stati - udite udite - un pari importo in titoli del debito pubblico (BOT, CCT, BPT, CTZ).
3) Vendere i titoli alle aste, riprendendosi i soldi e lasciando allo Stato il ‘debito pubblico’ inventato mediante questo crimine.
4) Iscrivere fraudolentemente al passivo l’importo delle banconote stampate a costo zero allo scopo di ‘pareggiare’ iscrivendo all’attivo i titoli o il ricavato della loro vendita, e di occultare queste enormi somme.
Un occultamento al quale (fermo restando che, come vedremo, anche il sistema fiscale è illecito), all’aliquota del 50%, segue poi un’evasione fiscale per un importo pari alla metà delle banconote emesse per ‘acquistare in contropartita’ il debito pubblico, al solo pagamento dei cui interessi dobbiamo destinare una non modesta parte del bilancio.
Fermo restando che molti deducono dalla non progressività dei numeri di serie delle banconote che la loro quantità è fuori controllo.
Un fenomeno prima di produzione incontrollata e da falsari delle banconote, poi, come vedremo, di cinquantuplicazione del loro uso a opera delle banche di credito (signoraggio secondario), che è la causa sia dell’inflazione che dell’attuale, illecito sistema fiscale, creato anche a fini di dominio dei cittadini mediante il criminalizzarli quali evasori, riciclatori ecc.
Crimini che, tra l’altro, fermo restando l’obbligo dello Stato di pagare ai compratori alla scadenza i titoli già emessi con i promessi interessi, rendono però responsabili del ‘debito pubblico’ la BdI/BCE, avendone esse (non lo Stato) riscosso il corrispettivo.
5) Riciclare il denaro così truffato mediante centrali interbancarie mondiali, fra cui innumerevoli fonti Internet indicano la Clearstream, l’Euroclear, la Swift e altre.
Fenomeni che hanno stravolto il mondo, a partire da ciò che si definisce inflazione, che è tutt’altro da ciò che si ritiene, perché è frutto della produzione del denaro a opera di falsari (le banche).
Osserviamo infatti che se, ad esempio, il denaro globale è 100, e un falsario (è un falsario chiunque produca denaro ma non sia lo Stato, e quindi anche le banche) ne crea un altro ammontare pari di nuovo a 100, nel momento in cui lo mette in circolazione (lo spende), da un lato si appropria indebitamente di metà della ricchezza reale, e dall’altro porta a 200 il denaro globale, per cui ne diminuisce del 50% il potere di acquisto, ovvero determina una (cosiddetta) inflazione del 50%.
Inflazione che non si verifica se è lo Stato a produrre il denaro.
Questo perché lo Stato, per legge, può poi erogarlo solo a corrispettivo di beni, prestazioni, diritti ecc., ovvero inverandolo (facendoselo coprire) mediante il parallelo incremento della ricchezza reale che riceve in cambio, per cui il potere di acquisto del denaro rimane invariato, dato il parallelo incremento del denaro e della ricchezza reale.
Inveramento (processo che ho definito proprio io) che non c’è quando a produrre il denaro è un falsario (una banca), perché il falsario lo assegna a sé senza prima coprirlo, e solo dopo lo mette in circolazione spendendolo.
Definisco quindi inflazione quel fenomeno che si verifica quando, avendo dei falsari introdotto del denaro non inverato mediante lo spenderlo, abbiano così causato (oltre che un incremento della percentuale del denaro nelle loro mani che, appena speso, si traduce in un aumento della percentuale di ricchezza reale di loro proprietà) un incremento del denaro globale senza un incremento della ricchezza e quindi una diminuzione del potere di acquisto del denaro.
Considerazioni dalle quali si deduce anche che i cittadini hanno il potere di inverare i soldi (chiunque li produca) per il sol fatto di riceverseli, perché sussiste la presunzione di fondo che non li ricevano a titolo gratuito, ma sempre coprendoli con la prestazione, il bene o il diritto che offrono a corrispettivo.
Un quadro nel quale, se un falsario ‘presta’ dei soldi a un ignaro cittadino, che li spende mettendoli irrimediabilmente in circolazione, ma poi viene a sapere della loro falsità e può provarla, nulla dovrà al falsario, sia perché il falsario nulla gli ha dato, e sia perché il corrispettivo dello spendere quei soldi il cittadino lo otterrà dalla collettività, non dal falsario; sicché è alla collettività (allo Stato) che dovrà restituirli.
Motivi per i quali sostengo di seguito che fidi, mutui, quinti di stipendio ecc. non vanno restituiti alle banche, e che se si vogliono rendere veri i ‘debiti’ dei cittadini verso di esse, per poterli poi esigere, occorre prima confiscarle e nazionalizzarle, essendo altrimenti i loro crediti inesigibili in quanto crediti di falsari e di truffatori.
Cose la cui eliminazione e crediti la cui riscossione renderà ricchissimo lo Stato debellando anche la drammatica demonetizzazione pilotata dalle banche per indebolirci e dominarci.
Infatti, nel momento in cui il denaro è prodotto dalla Stato, sicché produrlo non causa inflazione, ne va stampato un adeguato quantitativo, perché ciò incrementa gli scambi ed è benefico per l’economia.
Accuse di violazione degli artt. del c.p. 241, 283, 648 bis, 501, 501 bis, 416, 61 ecc. che vanno ai soli beneficiari diretti e consci di questi delitti.
Opera di falsificazione delle Banche Centrali (signoraggio primario), e poi delle banche di credito (peraltro loro proprietarie) attraverso il meccanismo del ‘moltiplicatore monetario’ (signoraggio secondario).
Moltiplicatore monetario in virtù del quale le banche, secondo prassi che una prona e scellerata dottrina di regime dà per scontate, ma sono il massimo della criminalità, realizzano prestiti per un ammontare 50 volte maggiore del denaro che detengono.


In sostanza, se Tizio versa su Banca Intesa/San Paolo (proprietaria del 44,25% di BdI) 100.000 euro, essa banca tratterrà il 2% come riserva (per arrotondare, in realtà è l’1,6%), e presterà il 98% che, una volta depositato in un’altra banca, di nuovo, a cascata, sarà prestato al 98% all’infinito. 
Finché, non la singola banca, ma il sistema bancario, attraverso un giro di prestiti di un importo ogni volta più basso del 2%, avrà azzerato i 100.000 euro iniziali, ma avrà lucrato interessi su prestiti per 5.000.000.
Un usare 50 volte sempre lo stesso denaro che serve a monetizzare la società e non arreca, di per sè, vantaggi alle banche (gliene arreca molti, fermo restando però che ogni volta che una banca presta a taluno c’è un altro a cui deve restituire), ma serve loro per lucrare illecitamente interessi su ognuno di questi prestiti di denaro altrui, per i quali hanno diritto solo al compenso per il servizio (che già riscuotono), mentre gli interessi devono andare ai proprietari del denaro, e allo Stato per i prestiti frutto della cinquantuplicazione. 
Interessi cinquantuplicati che costituiscono una creazione di denaro dal nulla in loro vantaggio che si realizza come effetto di ogni forma di ‘versamento’, ovvero anche attraverso l’uso degli assegni, delle carte di credito, dei bonifici ecc. 


[Questa è la versione ufficiale accademica della creazione del credito, recentemente smentita da vari autori, tra i quali R. Werner, 2005. Secondo la fantasiosa versione accademica, sarebbero i depositi ad originare i prestiti: nella pratica bancaria accade il contrario. Le banche creano denaro dal nulla che viene poi depositato]


Se infatti Caio paga a Tizio 1.000 euro con una carta di credito, un assegno o un bonifico, la banca addebita a Caio 1.000 euro inverati, perché abbiamo detto che il cittadino il denaro non può crearlo dal nulla.
1.000 euro che si configureranno come la costituzione presso la banca di un fondo che essa userà per fare pagamenti o prestiti al 98% come sopra cinquantuplicati lucrando anche qui i predetti interessi su denaro altrui.
Meccanismi di moltiplicazione che si deve ritenere trovino degli ammortizzatori attraverso un gran numero di trucchi bancari acclarare realmente i quali richiede che una magistratura molto specializzata entri finalmente con i suoi poteri nel profondo del sistema, anziché astenersene garantendo così che vi fioriscano ogni genere di imperscrutabili mostruosità.
Meccanismi di moltiplicazione del denaro ad opera di falsari che non possono che provocare una continua svalutazione che però non si avverte, o si avverte meno, perché è neutralizzata dall’altrettanto continua grande diminuzione dei costi frutto della crescente meccanizzazione\semplificazione dei processi produttivi.
Quanto poi all’attuale sistema fiscale è illecito perché la sua principale funzione è costringere i cittadini a finanziare l’acquisto delle banconote (che già gli appartengono), presso le banche centrali.
Più in dettaglio il fisco serve a rastrellare, attraverso le imposte e tasse, denaro già inverato (oppure titoli corrispondenti) da usare per il pagamento del denaro da comprare (inverare\coprire).
Tasse e imposte che non serviranno più quando lo Stato non dovrà più comprare il denaro, ma lo stamperà e se lo farà pagare\coprire\inverare dalla collettività con beni o servizi necessari per realizzare quanto occorre.
Un sistema in cui può credo bastare un’unica imposta (potremmo definirla la ‘generale’) da pagarsi - senza compensazioni tra dare e avere - sui consumi di beni o servizi.
Meccanismi fraudolenti che, tra signoraggio primario e secondario, processi inflattivi a loro vantaggio, tasse evase e fiscalità illecita, sversa fiumi di denaro nelle banche, la cui esistenza è quindi basata su denaro accumulato nel tempo illecitamente.
Ecco perché, per gli stessi motivi per i quali non è dovuta a un ladro la restituzione di un prestito di somme rubate, si può ben sostenere nelle cause che non è dovuta alle banche la restituzione dei fidi, mutui, quinti di stipendio ecc., essendo essa dovuta al vero proprietario: la collettività.
Così come, nella stessa logica, non è dovuto il pagamento della attuali imposte e tasse.
Contestazioni che vanno fatte salvaguardandosi con ogni indispensabile strategia giudiziaria e, specie per i mutui e le imposte, continuando, se possibile, nel mentre a pagarli.
Cause che noi avvocati dobbiamo iniziare in massa adducendo anche, in subordine, ciò che la giurisprudenza già riconosce: come l’illegittimità di anatocismo, accredito tardivo dei versamenti, commissione di massimo scoperto, usura ecc.
Conquiste giurisprudenziali ora in forse a causa dalle sei leggi illegittime regala-soldi alle banche, quattro delle quali recentissime, contro le quali spero però riusciremo presto a condurre a buon fine l’opera di abrogazione, o in via referendaria, mediante il Comitato promotore del referendum per la loro abrogazione, o mediate la loro bocciatura da parte della Corte costituzionale (vedi da www.marra.it i ricorsi per anticostituzionalità che io stesso ho formulato).
Citazioni impostate cioè in modo da ottenere già in primo grado l’accoglimento anche solo parziale delle subordinate (per importi sovente elevati), per poi proseguire, per il resto, in appello e in cassazione, in attesa che, in breve, la giurisprudenza si evolva.
Come pure vanno promosse le cause contro le tasse e le imposte, formulando anche qui, quale domanda principale, la richiesta che venga pronunziata la loro non debenza stante la illiceità del sistema fiscale e, quali subordinate, tutte le altre ordinarie richieste.
Cosche che hanno imposto al mondo le loro regole codificandole nei sistemi fiscali vigenti o nei famosi accordi di Basilea, di cui tutti si riempiono ridicolmente la bocca, ignorando che sono solo dei volgari accordi illeciti tra privati.
Cose che ora, per la verità proprio in seguito alla vasta diffusione di questo documento, sono divenute note.
Cose da eliminare attraverso la nazionalizzazione delle banche (qualunque entità produca denaro in via primaria o secondaria deve essere nazionalizzata), in modo che lo Stato, quando ha bisogno di denaro, possa semplicemente stamparlo, o crearlo virtualmente (accade già perché lo Stato crea le monete di metallo, che però sono solo il 2% delle banconote). 
Vanno inoltre pareggiati gli interessi passivi e attivi in modo che vadano ai propritari dei soldi, e quelli frutto del moltiplicatore monetario vadano allo Stato.
Interessi, quelli bancari, peraltro generalmente usurai. Usura che - consistendo il signoraggio secondario, come abbiamo visto, nell’appropriarsi indebitamente di interessi cinquantuplicati sui prestiti di denaro altrui - ne costituisce quindi la forma estrema.
Stampa delle banconote e creazione del denaro virtuale da parte dello Stato che richiede una modifica del trattato di Maastricht e della Costituzione Europea, però aggirabile confiscando e nazionalizzando le banche ed eliminando i fattori di criminalità dal loro operato.
Trattato, Costituzione Europea e sistemi fiscali scritti di pugno dalle banche, e con i quali hanno tentato di rapinare gli Stati della sovranità economica per ricettarla a queste cosche, ma senza potervi riuscire, perché resta il contrasto con tutti i principi fondamentali della Costituzione Italiana, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, e con tutti gli altri principi della stessa Costituzione Europea e di ogni altra norma.
Stampa dei soldi da parte dello Stato non indispensabile anche da varie altre angolazioni, essendo sufficiente che lo Stato li paghi alla BCE/BdI al mero costo tipografico, o anche solo che le banche centrali iscrivano come è ovvio all’attivo le banconote che creano e vi paghino le tasse: cosa che non risolve tutto il problema, ma basta ad arricchirci e ad evidenziare la criminalità dell’attuale sistema.

Prassi - queste della BCE come della Federal Reserve, della Bank of England, Banca del Giappone eccetera, nonché dei sistemi fiscali - contro le quali non è vero che nessuno e nessun Paese può nulla, perché non appena magistratura, politica e informazione inizieranno a fare il loro dovere questi mostri saranno sconfitti in un baleno; e se non lo faranno saranno travolti lo stesso insieme ai loro mezzani; grazie a Internet: la nuova alleanza.

Alfonso Luigi Marra