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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

domenica 28 aprile 2013

Il governo dei mostri che scatena le furie


Il club dei mostri

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E' ufficiale. Un banchiere all'Economia, Saccomanni, per salvare le banche. Un manichino parlante, Alfano, con incarico doppio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Interni. Enrico Letta, capitan findus, lo stoccafisso scongelato, Il nipote di suo zio, il più amato dalla Goldman Sachs, come presidente. Lupi, la nipote di Fantozzi, ai Trasporti e alle infrastrutture, là dove volano gli appalti e la TAV in Val di Susa. Mauro, un filosofo ciellino alla Difesa degli F35. Una signora che ha frequentato il liceo classico, la Lorenzin, alla Sanità, leggerà Leopardi ("sempre caro mi fu quest'ermo colle") e Carducci in corsia. Franceschini a parlare con il Parlamento. De Girolamo, la moglie pdl del Boccia pdmenoelle, alle Politiche Agricole, l'inciucio nell'inciucio. Quagliarello alle Riforme Istituzionali,quello di "Eluana non è morta, è stata ammazzata" e ho detto tutto. La Bonino agli Esteri, la radicale più vicina allo psiconano, liberale, liberista e libertaria, mondialista e frequentatrice del Bildeberg. L'uddicino Giampiero D'Alia alla Pubblica Amministrazione, autore di un emendamento per obbligare i provider a oscurare siti, blog e social media su richiesta del ministero degli Interni, persino la Idem, una canoista tedesca (a quando un rugbista neozelandese?), e Zanonato, "l'uomo del muro di sinistra" allo sviluppo economico.
Questo governo ricorda un animale fantastico, mitologico, con molte teste ma un solo cervello con due emisferi separati: quello destro è Berlusconi che sarà prescritto, quello sinistro la finanza internazionale che spolperà l'Italia. Un club dei mostri, una famiglia Addams che ubbidisce allo schioccar di dita della BCE e delle agenzie di rating.

Palazzo Chigi: disoccupato spara sui politici


#SPARATORIA - "VOLEVO UCCIDERE I POLITICI"

Il suo obiettivo, come ha poi confessato, erano "i politici"

http://www.cadoinpiedi.it/2013/04/28/sparatoria_-_luomo_voleva_suicidarsi.html

ULTIM'ORA - Il suo obiettivo, come ha poi confessato, erano "i politici". 

«Sembra un gesto isolato. Un atto tragico stato compiuto da un disoccupato di 49 anni che ha manifestato l'intenzione di suicidarsi, ma non ha potuto farlo per l'esaurimento del caricatore».

Parole del vice presidente del Consiglio e ministro dell'interno incaricato Angelino Alfano in una conferenza stampa convocata dopo la sparatoria a Palazzo Chigi nella quale sono stati feriti due carabinieri, di cui uno in modo «serio». «In corso comunque ci sono accertamenti», ha detto il ministro dell'Interno confermando «che sono state rafforzate le misure di sicurezza sugli obiettivi sensibili, anche se la situazione generale non desta preoccupazioni». Poi a nome di tutto il consiglio dei ministri ha espresso solidarietà ai carabinieri e alle famiglie delle vittime.

Un cittadino fa pignorare la banca


La banca esagera con gli interessi: ex imprenditore la fa pignorare

BANCA deutsche_bank_2_dm_110914_wgEx imprenditore costretto a chiudere vince la causa, si presenta alla  Deutsche con l’ufficiale giudiziario: ottiene 96mila euro.
VENEZIA 28 Aprile 2013 - Quando è la banca a essere pignorata. Nonsuccede spesso, visto che quasi sempre è l’istituto bancario ad avvalersi dello strumento coattivo per recuperare i crediti di clienti insolventi. Stavolta la situazione è letteralmente a parti inverse. È un correntista, o meglio un ex correntista, il titolare di un’impresa edile di Mestre, che – forte di una sentenza del Tribunale di Venezia – si è presentato nella filiale di via Riviera XX Settembre della Deutsche Bank con l’ufficiale giudiziario, ottenendo il pagamento di 96mila euro.
«Non è stato facile - commenta l’avvocato Daniela Ajese, legale dell’imprenditore – ma alla fine i funzionari dell’agenzia ci hanno consegnato il sospirato assegno circolare. Si tratta della somma fissata dal giudice che ha condannato la Deutsche Bank alla restituzione degli interessi ultralegali, delle commissioni di massimo scoperto e di altre spese non dovute, addebitate al mio cliente nel corso del rapporto che è stato dichiarato illegittimo».
Tutto comincia con un crac. Appunto quello di un’azienda attiva sia in terraferma che in centro storico nel settore delle costruzioni che al massimo del suo sviluppo ha dato lavoro a una decina di dipendenti. Le prime difficoltà arrivano quando il comparto inizia a soffrire all’inizio del Duemila: gli immobili non si vendono, il costo del denaro che lievita e la progressiva difficoltà di accedere al credito. Poi la chiusura della ditta, dovuta in sostanza alla sovraesposizione con il sistema bancario che esige il rientro dei debiti.
«Debiti? Alla fine – sottolinea l’avvocato Ajese, da anni attiva nel settore bancario a tutela delle aziende – analizzando la gestione dei conti correnti in essere con la medesima società abbiamo recuperato nei confronti di più istituti di credito complessivamente più di un milione di euro. Per quanto riguarda la Deutsche Bank – conclude Ajese – gli addebiti illeggitimi sono stati effettuati nel periodo compreso fra il 1990 e il 1996. Per fortuna la Corte di Cassazione ha definitivamente chiarito (l’ultima sentenza è del 2010) che la prescrizione decennale per la richiesta di restituzione degli importi dovuti inizia a decorrere a partire dalla data di estinzione del conto corrente ed è per questo motivo che abbiamo potuto rivalerci sulla banca, ottenendone la condanna a distanza di così tanto tempo».
di Monica Andolfatto su: Il Gazzettino