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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

lunedì 6 maggio 2013

EuroCrisi: ormai si suicidano anche in RAI

Rai, suicida Paolo Petruccioli
Era il vicedirettore del Tgr






Rai, suicida Paolo Petruccioli Era il vicedirettore del TgrPAOLO PETRUCCIOLI
Paolo Petruccioli si è suicidato stamattina lanciandosi da una finestra degli uffici Rai.
Il vicedirettore della Testata giornalistica regionale della Rai, Paolo Petruccioli, si è suicidato stamani lanciandosi da una finestra degli uffici Rai di Borgo Sant'Angelo a Roma. Prima di suicidarsi avrebbe spedito una mail alla moglie manifestando le sue intenzioni. La donna, secondo quanto si apprende da fonti investigative, avrebbe tentato di fare il possibile per evitare il tragico gesto. Sul posto è intervenuto il 118 di Roma. Petruccioli lavorava alla Rai dal 1982. Prima dell'incarico nel Tgr, è stato vicedirettore di Raisport, di Radio1, delle Relazioni Esterne e di Televideo.

Alberto Bagnai a La vita in diretta

Intervista all'economista Nino Galloni


INTERVISTA DI GIANCARLO INFANTE
Nino Galloni, economista, 60 anni, romano, laureato in giurisprudenza, sindaco effettivo INPS dall’ottobre 2010, già dell’Inpdap, in precedenza prestigiosi incarichi al ministero del Lavoro, Direttore generale della Cooperazione e, prima ancora, dal 1990 al ’93, DG dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro. Una vita al servizio della pubblica amministrazione, della ricerca e dello studio sulle realtà monetarie.
Più che la fine dell’euro si potrebbe pensare alla coesistenza con una o più monete locali. Non c’é nessun rischio per l’inflazione. Le banche sono quelle che hanno guadagnato a tenere sotto silenzio i rischi della ” bolla” speculativa. Lei, dott. Galloni tanti anni anni fa, in tempi non sospetti, cominciò a sostenere la possibilità che potessero essere introdotte una o più monete locali da far coesistere con l’Euro. Un tema che, dopo tante alzate di spalle, adesso si sta imponendo. L’ultima notizia é quella dell’interesse della Regione Lombardia. Ci può spiegare la sua proposta?
In linea di massima ci sono tre possibilità. La prima è un’emissione di buoni acquisto (o qualsiasi altro titolo di credito) da parte di un Comune o anche dello Stato nazionale (vale a dire locale!!) che siano, in un secondo tempo anche accettati in pagamento di tasse etributi; la seconda è l’emissione di moneta complementare da parte di privati per un ammontare doppio rispetto a un montante in euro che viene depositato da qualche parte, tale nuova moneta circola in modo che – a tempo o ad ogni scambio – perda un po’ di valore (démurrage) fino a ritornare a quello iniziale (in euro) e il gioco può ricominciare; la terza è la cosiddetta alternativa, può venir emessa da un consorzio di imprese o di disoccupati (purchè capaci di produrre beni e servizi che il mercato non assorbirebbe se approntati a costi elevati in euro per via della globalizzazione) con la partecipazione anche di sindacati e autorità varie attraverso un patto in deroga per aggirare le normative fiscali (per una cosa piccola e urgente in termini di ordine pubblico può bastare anche un interpello all’agenzia delle entrate, ma non è detto che dica di sì!). Poi ci sono gli abbuoni o gli sconti che camminano, una cosa già ampiamnete praticata ma non sempre efficace se troppo prudente come percentuale sui prezzi di listino e, non ultimo, varie tecniche per valorizzare i crediti fra imprese anticipandone - non tramite banche - forme di monetizzazione fiduciaria.
Pensa che chi ha il potere finanziario in mano accetterà mai queste sue idee?
Oggi chi ha il potere finanziario è più in confusione di noi, comuni mortali. L’unica cosa che sanno tutti è che manca la liquidità (anche se pochi sembrano in grado di riconoscere la differenza tra limiti di bilancio e disponibilità di liquidi); quindi è interesse di tutti che essa si formi anche endogeneamente e non solo perché le Banche Centrali la pompano disperatamente ed illimitatamente, ma solo per tamponare le falle delle banche universali createsi sui mercati speculativi internazionali,
Dalla circolazione di moneta locale non può venire un aumento dei tassi d’inflazione?
Due sono gli scenari nefasti: che ci sia moneta ma non capacità produttiva; che una certa moneta (non a corso legale) venga rifiutata cioè sfiduciata (inflazione infinita). Il primo è improbabile anche se i governi europei fanno di tutto per distruggere le imprese; il secondo corrisponderebbe al mero fallire di un eventuale esperimento…conseguenze scarse.
A proposito, Lei ritiene che le statistiche che riguardano la macroeconomia siano davvero veritiere? Ad esempio, a vedere il continuo aumento dei prezzi al consumo, nei supermercati, per intenderci, come si può credere che l’inflazione sia realmente bassa e sotto controllo?
E’ un discorso lungo che riguarda i cosiddetti panieri…la gente si impoverisce e cambia paniere…poi nel paniere ufficiale ci sono beni che vedono una riduzione dei prezzi (dovuta ai costi decrescenti). Molti srvizi aumentano di prezzo, è vero, ma altrettante famiglie devono rinunciarvi. Ci sono settori dove la crisi fa da calmiere, altri no.


Lei ha denunciato molti anni prima che la situazione esplodesse la bolla finanziaria e legata ai mutui. Chi ci ha guadagnato dal tenere invece tutto ciò sotto silenzio?

Le banche che hanno cartolarizzato (per non fare vedere i mancati guadagni come le italiane) o fatto derivati come le tedesche, francesi e americane che poi si sono rivolte alle Banche Centrali al loro servizio per ottenere liquidità illimitate ed evitare il tracollo.
Lei condivide la politica seguita dall’Europa di sostegno alle banche? Di quelle stesse banche che hanno messo a forte repentaglio l’economia internazionale? E perché dobbiamo pagare noi cittadini mentre i profitti, comunque generati da operazioni scellerate, restano ben al riparo sui conti delle grandi famiglie e dei grandi gruppi della finanza internazionale?
Qualcosa sta cambiando, ma temo in peggio: non si chiede alle banche la contropartita di smetterla (ripristinando la sacrosanta netta separazione tra soggetti che operano sui mercati speculativi e soggetti creditizi), piuttosto si attaccano i depositi seminando quel panico che – è vero – è condizione di sottomissione dei popoli, ma anche l’unico modo certo per far saltare tutte le banche. Quindi penso che il messaggio sia: vi lasciamo continuare, ma dovete rispondere alle Banche Centrali…anche in Europa!



EQUITALIA, TAR: NULLE TUTTE LE CARTELLE !


ATTENZIONE! IL TAR DEL LAZIO SCHIANTA EQUITALIA: LE CARTELLE SONO TUTTE NULLE! (E NON E’ UNO SCHERZO)

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IL TAR DEL LAZIO SCHIANTA EQUITALIA: LE CARTELLE SONO TUTTE NULLE! (E NON E’ UNO SCHERZO)

«Le cartelle di Equitalia e gli avvisi delle Agenzie delle Entrate sono tutti nulli. Ciò deriva da una importante sentenza del TAR Lazio. Il Tribunale amministrativo ha stabilito che, all’interno delle Agenzie delle Entrate, gran parte del personale che firma gli accertamenti non ha i requisiti di “dirigente”. La conseguenza è che tali atti sono nulli e, con essi, anche le successive cartelle Equitalia.»
«La questione è stata affrontata anche dalla stessa Corte dei Conti e dal Consiglio di Stato. Quest’ultimo sostiene, tra le righe, che Equitalia S.p.a. agendo in qualità di agente della riscossione, in quanto concessionario di un pubblico servizio, deve utilizzare, per tutte le incombenze, personale che opera in regime di diritto pubblico, ossia Dirigenti della Pubblica Amministrazione.»
«Così, i restanti posti sono stati coperti con incarichi fiduciari, conferiti in barba alla legge secondo logiche clientelari. A coprire carichi dirigenziali sono stati chiamati semplici impiegati, che non avevano neanche la qualifica di funzionari e neanche quelli che sono stati retrocessi alla nona qualifica funzionale (i quadri). Così, a comandare sui dirigenti vengono chiamati dei semplici impiegati.»
(Sintesi della sentenza Tar Lazio n. 6884)
Ed ora veniamo ai commenti di esperti e operatori del settore.
767 funzionari di Equitalia su 1146 sarebbero “abusivi”, quindi i loro atti nulli. Ma non è dato sapere chi siano. Motivi di sicurezza. Una delicatezza che non è stata usata per gli italiani e i loro conti correnti, ormai obbligatori per tutti per questioni di tracciabilità del denaro. Si, il nostro!In nome del principio di trasparenza, voluto dalla stessa Costituzione Eq uitalia sarà costretta a pubblicare i nomi dei funzionari coinvolti nel procedimento di riscossione del tributo, a differenza di quanto dichiarato precedentemente dall’ente che motivava la sua scelta con motivi di sicurezza. Il caso nasce dopo la richiesta, da parte di un contribuente, di conoscere il nome del funzionario che si occupava della sua pratica, per poter meglio valutare la sua strategia di difesa ed è in parallelo con quello di 767 dirigenti dello stesso ente la cui nomina è avvenuta attraverso procedure non corrette e quindi è stata decretata come nulla. La particolarità della questione nasce proprio dal fatto che questo piccolo esercito di funzionari è entrato a far parte della “famiglia” di Equitalia (una sorta di famiglia Addams ma completamente antipatica), senza attraversare l’iter classico per l’assunzione del personale, ovvero niente concorso nè graduatorie pre esistenti. Nessun controllo, nessuna documentazione. Una ingiustizia per il cittadino il quale deve presentare, da adesso, una serie di scartoffie firmate anche da genitori e parenti in caso di regali particolarmente costosi oppure di prestiti che, in periodo di crisi, siamo sempre più spesso a chiedere, a tutto discapito di una “normale” dignità umana che diventa sempre più rara. (trendonline)
Sarebbero nulli tutti gli atti emessi dalla Agenzia delle Entrate e, di conseguenza, le cartelle esattoriali di Equitalia formate sulla base di ruoli delle Agenzie delle Entrate: la ragione è perché il Fisco ha fatto fino ad oggi firmare i propri atti a personale dipendente privo della qualifica di “dirigente”. Il terremoto è stato sollevato dalla dottoressa Maria Rosaria Randaccio ex Intendente di Finanza a Cagliari (poi direttrice della Commissione Tributaria, in ultimo in forza al Tesoro e all’assessorato regionale al Turismo), la quale avverte: le cartelle di Equitalia e gli avvisi delle Agenzie delle Entrate sono tutti nulli. Ciò deriva da una importante sentenza del TAR Lazio [1]. Il Tribunale amministrativo ha stabilito che, all’interno delle Agenzie delle Entrate, gran parte del personale che firma gli accertamenti non ha i requisiti di “dirigente”. La conseguenza è che tali atti sono nulli e, con essi, anche le successive cartelle Equitalia. La Randaccio ha da poco presentato un esposto alla Procura Generale della Corte dei Conti e alla Avvocatura Generale e invita tutti i cittadini a ricorrere contro questo vizio di nullità.
In pratica:
Secondo l’esposto presentato dalla dott.ssa Randaccio, tutti gli accertamenti fatti da Equitalia ma che provengono da ruoli trasmessi dalle Agenzie delle Entrate, in quanto firmati da personale privo della qualifica di dirigente, sono nulli all’origine, così come sono nulle tutte le attività di Equitalia.
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Un libro da leggere: “La più grande truffa"

Chieti, 4 Maggio ’13 – Sabato, S. Monica - Anno XXXIV n. 130 - www.abruzzopress.info

Un libro da leggere
Domenico Longo, 
“La più grande truffa di tutti i tempi”

L’era della globalizzazione è caratterizzata dalla supremazia del mercato, nella quale ogni valore perde significato storico-culturale ed etico e si riduce a prodotto misurabile in termini commerciali. Il denaro è il nuovo vero dio e i banchieri sono i suoi profeti.
L’Italia vive un periodo di profonda crisi istituzionale, politica ed economica. La nostra classe dirigente è tra le più corrotte al mondo e, cosa assai più grave, è costituita per la maggior parte da incompetenti e rampanti demotivati, cooptati nel sistema enunciato democratico ma di fatto oligarchico. Pur di restare a galla, lucrare potere e denaro, e maturare gli immeritati e ingiusti privilegi previdenziali, i nostri rappresentanti politici hanno addirittura affidato il paese a un governo di “tecnici”, espressione diretta dei poteri forti delle banche e della finanza in generale. Una folla di agitatori sociali e demagoghi costituiscono l’“opposizione” di sistema. Il paese sembra una barca senza nocchiero alla deriva e all’orizzonte si profilano nubi e tempeste.
Domenico Longo, giornalista e scrittore, da molti anni impegnato in battaglie sociali contro l’oppressione del sistema bancario, attraverso il suo ultimo lavoro “La più grande truffa di tutti i tempi” svolge un’appassionata requisitoria, che mette in luce la colossale truffa che alimenta lo strapotere dell’alta finanza, che si è impadronita della ricchezza monetaria di cui è – o, è il caso dire, dovrebbe essere – unico legittimo titolare lo Stato e per estensione il popolo, a cui appartiene la sovranità, come recita la nostra Carta Costituzionale. La ricchezza finanziaria dello Stato non alimenta il bene comune ma, passata impropriamente nella disponibilità delle banche, costituisce il sistema che rende il cittadino-debitore. Lo Stato cede la ricchezza alle banche e ne diventa debitore e con esso i cittadini: su ogni nuovo nato grava una quota di debito pubblico, notevole.
Si potrà mai superare questa opprimente condizione?  La strada sembra lunga e difficile. Domenico Longo richiama le teorie finanziarie del prof. Giacinto Auriti, contro il signoraggio bancario e per la sovranità popolare della moneta. Il libro è stimolante e ricco di spunti suscettibili di approfondimento. È una pietra lanciata nello stagno, per scuotere una popolazione che pur cosciente e allarmata per il grave momento, sembra incapace di elaborare una convinta ed efficace reazione.
Il libro può essere richiesto alla libreria del castello (Corso Cusani, Solopaca – BN) tel. 0824971680 (3280318381) e-mail: giuseppina­_casillo@libero.it
Salvatore D’Onofrio