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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

martedì 4 giugno 2013

Senza stipendio e con la moglie malata: si uccide


Senza stipendio e con la moglie malata: un uomo si uccide a Modica


MODICA. Il cadavere di un uomo di 65 anni (V.S.) è stato recuperato stamane dai vigili del fuoco in una cisterna di contrada Bosco Serrameta, nelle campagne di Modica (Ragusa). Secondo il commissariato di Modica, si tratta di suicidio. L'uomo, un dipendente di una società del Comune, da qualche mese non percepiva lo stipendio. Al disagio materiale si aggiungevano i problemi di salute della moglie, ricoverata in ospedale.

L'uomo era un artigiano che lavorava in un'azienda partecipata del Comune di Modica, i cui dipendenti da cinque mesi non prendono lo stipendio. A trovare il corpo senza vita del 65enne è stata una delle sue figlie, che viveva con lui, allarmata dal continuo suonare della sveglia. Non vedendolo in casa sono andati a cercarlo e lo hanno trovato nella cisterna di un fondo agricolo confinante. Secondo la polizia, l'uomo si è suicidato la notte scorsa. I figli hanno detto agli investigatori che il padre non aveva mai manifestato intenzioni suicide, tanto meno per problemi economici. Ma che era preoccupato per il grave stato di salute della moglie ricoverata in ospedale nel reparto di rianimazione per i postumi di un ictus. La Procura di Modica non ha disposto autopsia.

Sicofanti italiani del Circolo Bilderberg - Collezione 2013


Siete contenti che comandano LORO ?

ITA Bernabè, Franco Chairman and CEO, Telecom Italia S.p.A.

Franco Bernabè (Vipiteno18 settembre 1948) è un banchiere e dirigente d'azienda italiano.

ITA Cucchiani, Enrico Tommaso CEO, Intesa Sanpaolo SpA

Enrico Tommaso Cucchiani (Milano20 febbraio 1950) è un banchiere e manager italiano che dal dicembre 2011 è Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo.

ITA Gruber, Lilli Journalist - Anchorwoman, La 7 TV

Dietlinde Gruber detta Lilli (Bolzano19 aprile 1957) è una giornalistascrittrice ed ex politica italiana.

ITA Monti, Mario Former Prime Minister

Mario Monti Varese19 marzo 1943) è un economistaaccademico e politicoitaliano.

ITA Nagel, Alberto CEO, Mediobanca

Alberto Nicola Nagel (Milano7 giugno 1965) è un banchiere e manager italiano, Amministratore Delegato di Mediobanca ed ex Vicepresidente diAssicurazioni Generali.

ITA Rocca, Gianfelice Chairman,Techint Group

Gianfelice Rocca (Milano2 marzo 1948) è un imprenditore italiano, presidente del Gruppo Techint ed è, secondo Forbes, l'8° uomo più ricco d'Italia (6,1 mld di dollari) e il 195° al mondo.


Il sistema bancario ombra ci costa 67 triliardi di dollari


FINANZA/ 1. Un altro "terremoto" per l’Europa (e l'Italia)

Mauro Bottarelli - ilsussidiario.net
martedì 4 giugno 2013

Per quanto potrà durare ancora il Qe della Bce? Sì, avete letto bene, il programma di stimolo mascherato dell’Eurotower. Perché se anche Francoforte non opera apertamente come la Fed, la Bank of Japan o la Bank of England, l’Europa ha il suo quantitative easing in atto e non da oggi. Non potendo per statuto prestare denaro direttamente ai paesi membri, la Bce si è semplicemente fatta furba e ha bypassato la questione attraverso un tacito accordo di silenzio-assenso. Le banche spagnole, ad esempio, hanno ottenuto 150 miliardi di euro dalla Bce, attraverso un processo che vede lo Stato garantire il debito degli istituti e le loro cartolarizzazioni, le quali vengono presentate alla Bce come collaterale per ottenere denaro. E cosa ci fanno le banche con quel denaro: mettono a posto il bilancio? No, comprano debito pubblico spagnolo, così lo spread cala e nessuno rompe l’anima a Draghi affinché agisca sul mercato secondario: un incesto senza precedenti.
Ed è proprio di due giorni fa la notizia che gli istituti di credito iberici hanno aumentato del 10% le loro detenzioni di debito pubblico governativo nei primi tre mesi di quest’anno, passando da 200 miliardi agli oltre 225 di fine marzo, il 40% del totale. E per Justin Knight, capo del reddito fisso europeo a Ubs, la scelta non sarebbe dettata da una “manina” politica, bensì da ragioni economiche, ovvero le banche spagnole - le quali come quelle italiane non hanno ancora ripagato pressoché nulla delle due aste Ltro della Bce - ritengono un buon investimento comprare debito iberico, soprattutto a lungo termine, per usufruire ancora del carry trade sui tassi d’interesse. Insomma, non sono costrette, sono proprio pazze di loro.
E in Grecia cosa è successo? La stessa cosa. Non solo l’Ue non conta le liabilities contingenti nel ratio debito/Pil nazionale, ovvero non vengono contabilizzate le garanzie statali sul debito delle banche per le loro continue emissioni obbligazionarie di carta igienica, ma nemmeno il denaro ottenuto dopo che quei titoli sono stati postati presso la Bce come collaterale per ottenere denaro, in operazioni di finanziamento normali o tramite l’Ela. E gli altri? Uguale identico. Quando Dexia è finita nei guai, Belgio, Francia e Lussemburgo hanno salvato la banca prestandole dei soldi. Pensate che nei bilanci degli Stati quel denaro sia stato contabilizzato come prestito? No, come investimento, garantendo quindi un aumento degli assets statali e non un aumento del debito pubblico, quindi della ratio debito/Pil.


Scusate, ma, seppur mascherato, questo non è un programma di stimolo, non è un Qe in piena regola? Tanto più che oggi la Bce detiene l’80% dei suoi assets a valore facciale e con lo status “risk free”, ovvero esente da rischio di credito. Peccato che così facendo le banche ottengano soldi al tasso “risk free” del 100% del prestito, anche se hanno postato come collaterale qualsiasi cosa, anche il menù di una gyreria di Atene e che ora quell’immondizia stia nel bilancio della Bce a valore facciale e non di mercato. Oltretutto, contabilizzata come “risk free”. Questi sono dei pazzi senza redenzione. Solo che il meccanismo si sta interrompendo, nel mondo opaco del finanziamento repo ci sono già oggi necessità di collaterale eligibile e di qualità per 11 triliardi di dollari e i nuovi prestiti della Bce serviranno solo a pagare quelli vecchi, un enorme schema Ponzi che non serve assolutamente a nulla a livello di crescita. Serve solo a mantenere in vita un sistema bancario marcio ed esorbitante.
Direte voi, le banche vanno salvate. Benissimo, allora mi spiegate la schizofrenia da ricovero immediato dell’ultima pensata dell’Unione europea? La quale starebbe pensando di fatto di vietare alle banche e ai brokers di utilizzare gli assets dei loro clienti come collaterale per le proprie operazioni di trading. Il draft è datato 15 maggio, è stato visionato da Bloomberg e nelle intenzioni dei regolatori ci sarebbe la volontà di migliorare la stabilità del mercato e arginare il sistema bancario ombra. Benissimo in linea di principio, sacrosanto, ma farlo ora, nelle condizioni attuali, significa disintegrare tutto: da un lato si fa il gioco delle tre carte per dare soldi alle banche accettando come collaterale le carte delle caramelle e dall’altro si vietano, di fatto, le operazioni repo. È come regalare la bicicletta a tuo figlio e poi togliergli le ruote! La Commissione europea, invece, vuole intervenire e subito: banche e broker dovranno avere il consenso formale e scritto del cliente affinché i suoi assets possano essere usati come collaterale in altre operazioni, un accordo contrattuale in piena regola. E secondo voi, oggi come oggi, chi darebbe l’ok a quel consenso? Esatto, solo un pazzo o qualcuno talmente con l’acqua alla gola da non avere alternativa.
Certo, il mercato repo nel sistema bancario ombra è un enorme e rischioso casinò tutto basato sull’equilibrio di controparte, visto che se chi detiene la security in quel momento va in bancarotta salta tutta la catena. E infatti la Commissione scrive che «l’incertezza su chi detiene un asset può innescare il panico in tempi di mercato sotto stress». Di più, «le complesse catene di collaterale possono rendere difficile per chi investe identificare chi detiene cosa, dove è concentrato il rischio e chi è esposto allo stesso. Questo ha conseguenze sulla trasparenza e la stabilità finanziaria». Bene, il Financial Stability Board ci dice che il sistema bancario ombra a livello globale pesa per qualcosa come 67 triliardi di dollari, 31 dei quali relativi ad attività europee. Se però la Commissione Ue è così folle da far evaporare con il suo provvedimento la fiducia nel sistema finanziario, la catena del collaterale crolla da sola, non ha bisogno di alcun evento di credito. Quindi, chi presta soldi a pioggia alle banche accettando biglietti del tram (usati) come collaterale, ora sta di fatto creando le condizioni affinché il mercato imponga una marginazione più alta e una più alta richiesta di collaterale. Quale, se collaterale buono non ce né più e la prima a saperlo è la Bce stessa?
Insomma, forse sarà la stessa Commissione europea a schiacciare il tasto del detonatore. D’altronde, certa schizofrenia non dovrebbe più destare stupore in questa Europa di matti. Ricordate i controlli sui capitali imposti dalla Banca centrale di Nicosia, ancora oggi in vigore dopo oltre due mesi (dovevano durare un paio di settimane), dopo il furto con destrezza dai conti correnti per salvare le banche del Paese? Bene, non sono serviti a nulla! Lo dimostra questo grafico, basato su dati resi noti proprio la scorsa settimana dalla Banca centrale di Cipro. Nel mese di marzo sono spariti dai conti degli istituti ciprioti 3,8 miliardi di euro, mentre in aprile siamo a quota 6,4 miliardi, 10% dell’intera base del deposito bancario in un solo mese.


E cosa ci dice chiaramente ancora questo grafico? Basandoci sui colori: i cittadini ciprioti hanno fatto sparire 3 miliardi di euro, i depositari europei (leggi francesi e tedeschi) circa 300 milioni e quelli non residenti nell’eurozona, ovvero gli oligarchi russi che la Merkel pensava di aver fregato, qualcosa come 3,1 miliardi di euro, in un botto il 16% del totale del denaro russo sull’isola. Quindi, o Cipro mette in campo dei controlli che funzionino davvero o a questo ritmo in meno di un anno l’intera base di deposito delle sue banche sarà prosciugata. Quindi, fallimenti o nuovi salvataggi. E con quali soldi, se l’Ue già al primo giro ha imposto i prelievi forzosi per non pagare l’intero ammontare? Certo, con i depositi a quasi zero, nemmeno un prelievo del 100% salverà Cipro dal default totale e dall’uscita dall’eurozona.
Forse ora trova una risposta il quarto mese di fila di acquisti di oro fisico da parte della Banca centrale greca (con soldi Ue, ovvero nostri, straordinario!): visto che già la Bce ha imposto a Cipro di vendere riserve auree per 400 milioni per ripagare gli interessi sui finanziamenti d’emergenza Ela, Atene potrebbe cercare di andare in soccorso dell’isola protetta e garantirle ancora qualche mese di vita nell’eurozona. Anche perché, se uscirà dalla moneta unica, temo che Nicosia finirà sotto influenza russa (magari gli oligarchi sono stati facilitati nello svuotare i loro depositi, in cambio di garanzie da Mosca sul futuro), vista anche la tensione che sta aumentando nel Mediterraneo a causa della vicenda siriana, con la flotta ex-sovietica che ha attraversato due settimane fa il canale di Suez per la prima volta da decenni. Dunque, Cipro entro tre mesi dovrà di nuovo battere cassa (alla Russia, stavolta) o sarà finita e la Grecia entro fine anno dovrà ricapitalizzare le sue banche: l’Europa è salva, tranquilli.

P.S. Come la penso sulle varie primavere eterodirette lo sapete dai tempi della Libia e dell’Egitto, quindi non penso vi scandalizzerete se anche la rivolta in atto in Turchia - formalmente per salvare qualche centinaio di alberi nel centro di Istanbul - mi puzza lontano un miglio di argomento da geofinanza. Fino alla scorsa settimana, la Borsa turca aveva guadagnato il 90% dall’inizio del 2012 e il 19,5% da inizio anno, mentre ieri si è toccato il -17% dai massimi di mercoledì scorso. In tre giorni di guerriglia, sono stati bruciati i guadagni dei primi cinque mesi dell’anno. Ieri Istanbul ha chiuso a -10,47%, il peggior calo dal marzo 2003. E le obbligazioni? Il rendimento del decennale ha preso 71 punti in tre giorni, attestandosi ora al 6,78%.
Ora, sicuramente qualche pazzo in cerca di rendimenti alti in cui collocare la liquidità a pioggia delle banche centrali ci sarà, peccato che tra i principali acquirenti netti di assets turchi (insieme a quelli messicani e brasiliani) ci fossero gli investitori giapponesi, in fuga dal Nikkei ma anche dai bond sovrani nipponici. Sarà un caso che proprio ora in Turchia si rendano conto che Erdogan non è esattamente un campione dei diritti e delle libertà, usando come alibi l’abbattimento di qualche albero? Oppure destabilizzare una delle economie più vitali del pianeta e con essa il piano giapponese di stimolo, sgradito al dollaro, è strumentale a qualche interesse?

Bilderberg: POTERE OCCULTO A SPESE DEI CONTRIBUENTI



1. I MAGNIFICI CINQUE DEL BILDERBERG: BERNABÈ, GRUBER, ELKANN, FULVIO CONTI E LETTA - 2. LA REGOLA DEL CLUB: CHI PARTECIPA AL MEETING SEGRETO DIVENTA PREMIER: LETTA! - 3. ALL’ULTIMA EDIZIONE, DOPO CHE NON AVEVA MANCATO UN APPUNTAMENTO PER DIVERSI ANNI, NON HA INVECE PARTECIPATO MARIO MONTI, DIVENTATO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO - 4. COINCIDENZA: FRANCHINO BERNABÉ VENERDÌ SCORSO OSPITE DI LILLI GRUBER. VOLERANNO INSIEME ALL’APPUNTAMENTO ANNUALE DI LONDRA CHE INIZIA MERCOLEDÌ? - 5. ANCHE IL POTERE OCCULTO È A SPESE DEI CONTRIBUENTI: PRONTE ECCEZIONALI MISURE DI SICUREZZA MODELLO SUMMIT DEL G8, TANTO PAGANO I CITTADINI BRITANNICI -

1. DAGOREPORT - I MAGNIFICI CINQUE DEL BILDERBERG 2012: BERNABE', GRUBER, ELKANN, CONTI E IL PREMIER ENRICO LETTA
Chissà se venerdì scorso, prima di iniziare l'ospitata negli studi de La7, Franco Bernabé ha concordato con Lilli Gruber la trasferta londinese di mercoledì all'appuntamento annuale del Gruppo Bilderberg.
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Nelle liste di partecipanti, più o meno ufficiose, che si trovano in rete, infatti, figurano cinque italiani all'edizione dello scorso anno: il presidente della Telecom e la conduttrice di "Otto e mezzo", appunto, oltre al presidente della Fiat John Elkann, l'ad dell'Enel Fulvio Conti e l'attuale premier in carica, Enrico Letta. All'ultima edizione, dopo che non aveva mancato un appuntamento per diversi anni, non ha invece partecipato Mario Monti, diventato presidente del Consiglio.

2. IL BILDERBERG TORNA A LONDRA, A SPESE DEI CONTRIBUENTI
Dall'articolo de "Il Fatto Quotidiano"


Dentro, c'è il fior fiore della finanza e dell'imprenditoria privata mondiale. Ma a mettere mano al portafogli, questa volta, per garantirne la sicurezza e l'incolumità, dovranno essere paradossalmente i contribuenti britannici.
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Per quanto si sforzi, al solito, di mantenere il massimo della segretezza intorno alla propria attività, il misteriosi Club Bilderberg - la "setta" dei potenti della terra - scatena, ogni volta di più, sospetti e polemiche. Mercoledì, per il tradizionale meeting annuale, si riuniranno a Watford, nell'Hertfordshire, alle porte di Londra (è il ritorno nel Regno Unito dopo 15 anni), in un iper-esclusivo hotel, The Grove, con Spa e golf a 18 buche.
Considerate le proteste recenti, nel 2011 a Saint Moritz e, 12 mesi fa, a Chantilly, in Virginia, negli Usa, le autorità britanniche sono in stato di massima allerta. La polizia locale avrebbe già informato il ministero dell'Interno dei possibili "costi imprevisti o eccezionali" da sostenere per eventuali manifestazioni di gruppi anarchici e anti-sistema. Intorno al grande parco che circonda The Grove verrà installata un'alta recinzione d'acciaio per tenere lontani i malintenzionati. [a.op.]
il twitt di John Elkann alla fine della sua intervista da parte di de BortoliIL TWITT DI JOHN ELKANN ALLA FINE DELLA SUA INTERVISTA DA PARTE DI DE BORTOLI



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Basta pizzo, non un solo euro dello Stato alle banche


Banche di governo e di rapina

http://www.beppegrillo.it/2009/02/banche_di_governo_e_di_rapina/
La Grande Fuga
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Le banche e gli enti di controllo sono i primi responsabili della catastrofe finanziaria. Dov'erano in questi anni la Banca d'Italia, la Consob, l'ABI, i ministri del Tesoro? I Tremortie i Padoa Schioppa? I Fazio e i Draghi? I Geronzi, i Passera, i Profumo? I sindaci che hanno investito in derivati le tasse dei cittadini? Gli analisti finanziari? I giornalisti economici? ICardia e i Capuano? I titoli spazzatura, i futures senza futuro, i subprime, i Cdo, i buchi di bilancio, le esposizioni bancarie senza garanzie. Questi signori o sapevano tutto, e allora sono dei criminali e vanno perseguiti, oppure sono degli incompetenti da licenziare al più presto.
Il rinnovamento deve partire dai vertici finanziari. Liquidare i politici e lasciare al loro posto i banchieri non serve a nulla. Al prossimo giro chi ha il controllo del sistema finanziario eleggerà altri prestanome, servi o soci in affari.
Per salvare il Paese distrutto dalle banche si prestano soldi alle banche senza rimuovere i responsabili. E' un mondo alla rovescia. Si premiano con soldi pubblici, frutto delle tasse delle famiglie, gli stupratori del risparmio dei cittadini. Senza neppure chiedere un ricambio, conPassera e Geronzi al loro posto con stipendi da milioni di euro. Invece di fare un passo indietro, hanno fatto due passi avanti. I responsabili sono premiati, i cittadini, spesso, hanno perso tutto. Se rubi per fame del prosciutto al supermercato ti arrestano, se mandi sul lastrico migliaia di famiglie diventi presidente di Mediobanca.
E' in atto una rimozione collettiva.
Le banche controllano i giornali, sono presenti nei consigli di amministrazione dei gruppi editoriali. Lo tsunami finanziario è descritto come un evento soprannaturale, qualcosa di inevitabile, di cosmico. I vertici delle banche sono vittime della situazione, non responsabili. Quanto hanno guadagnato di stock option negli ultimi anni i banchieri grazie ai titoli tossici? Di quanto si sono ridotti lo stipendio dopo la crisi? Credo che sia necessario una pubblica discussione con dati, nomi, responsabilità, guadagni illeciti di chi è stato al vertice delle istituzioni finanziarie e dei loro complici dell'informazione. Nel frattempo, non un solo euro dello Stato alle banche.

RINALDI: "L'Euro è un fallimento"

VIALE: GLI ENTI LOCALI SONO UN PERNO VITALE