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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

sabato 30 aprile 2016

Governance: l'autoritarismo moderno


Governance: l'autoritarismo moderno - come la... di byoblu

Discorso di Marco Saba all'assemblea della banca centrale svizzera 2016

Discorso di Marco Saba all'assemblea della banca centrale svizzera 2016 tenutasi a Berna, al Kultur Casino, alle 10 del 29 aprile 2016

Qui c'è il video: http://streaming.snb.ch/it/archive_player?id=148
Intervento di Saba al 1:10:32 - Replica del presidente Studer al  1:24:30 - Controreplica di Saba al 1:40:10
 

lunedì 25 aprile 2016

Riforma pensioni 2016 / Galloni (Inail): usiamo moneta fiduciaria

Riforma pensioni 2016 / Galloni (Inail): usiamo moneta fiduciaria e buoni acquisto per la flessibilità

di Pietro Vernizzi, Il Sussidiario, 24 aprile 2016

http://www.ilsussidiario.net/News/Lavoro/2016/4/24/RIFORMA-PENSIONI-2016-Galloni-Inail-usiamo-bitcoin-e-buoni-acquisto-per-introdurre-la-flessibilita/2/698432/

RIFORMA PENSIONI 2016 «Le contraddizioni del sistema previdenziale italiano si superano introducendo un reddito di cittadinanza che può essere reso sostenibile attraverso la moneta fiduciaria e i buoni acquisto». Ne è convinto il sindaco Inail, Nino Galloni. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso dell’audizione di fronte alle commissioni Lavoro di Camera e Senato aveva sottolineato: “Ci sono margini per ragionare sia sugli strumenti sia sugli incentivi per migliorare le opportunità per chi sta per andare in pensione e per chi deve entrare nel mondo del lavoro. In questo senso sono aperto a forme di finanziamento complementare”.

Il governo ha detto più volte di essere intenzionato ad attuare una riforma delle pensioni, ma finora non ha fatto nulla. Stavolta il messaggio di Padoan è più forte rispetto al passato?
Sì. Però nel nostro sistema quando si parla di pensioni obbligatorie bisogna sempre distinguere queste ultime da tutte le altre forme di previdenza complementare e integrativa. Il cosiddetto “secondo pilastro” richiede risorse e la sua redditività va valutata con sistemi attuariali seri, perché nei fatti potrebbe non dare tutti questi risultati. Inoltre se l’assegno erogato dalla pensione obbligatoria si riduce sempre di più, confidando in un aumento delle pensioni complementari, di fatto è come se ci trovassimo di fronte al gioco delle tre carte.

A quale modello si ispira il ministro Padoan?
Dalle sue dichiarazioni il ministro Padoan sembra ispirarsi ai sistemi previdenziali britannico o americano, che però sono molto diversi dal nostro. C’è una pensione minima, che è quella obbligatoria, sostenuta in parte con i versamenti dei diretti interessati e in parte con una componente di solidarietà fornita dai redditi più elevati. Questi ultimi beneficiano del fatto che hanno degli sgravi molto importanti sulla pensione complementare.

Lei ritiene che qualcosa di simile potrebbe funzionare anche in Italia?
Se introduciamo il reddito di cittadinanza o altri strumenti, poi possiamo ripensare l’intero sistema pensionistico. Paradossalmente in base a quello che ha detto il presidente Inps, Tito Boeri, invece di mandare le persone in pensione a 75 anni, si potrebbero abolire del tutto i versamenti e introdurre un reddito minimo a carico della fiscalità generale. Mentre ai più benestanti si assicura la possibilità di avere degli sgravi su un sistema previdenziale a capitalizzazione. Questa è una possibilità, anche se non sono sicuro di condividerla.

Quale ruolo avrebbero le banche in questa riforma?
Il governo invita le banche a entrare in questo business, anticipando l’assegno anche con bassi tassi d’interesse e garantendo così una pensione privata da aggiungersi a quella pubblica che si riduce. 

Coinvolgere le banche è la strada giusta? 
Secondo me questa non è la soluzione del problema, quanto piuttosto una parte del problema: la finanziarizzazione dei versamenti previdenziali e della previdenza complementare. 

Quindi secondo lei qual è la strada da seguire? 
Personalmente ritengo che si dovrebbe intervenire con una riforma della previdenza obbligatoria. Bisogna fare in modo che ci sia la possibilità di uscire anticipatamente dal sistema quando si vuole, con una pensione che ovviamente sarà proporzionata ai versamenti. Se poi si capisce che questo è incompatibile con un assegno minimo, comunque bisognerà mettere mano alla fiscalità generale a costo di emettere moneta fiduciaria e buoni acquisto a sostegno del reddito dei pensionati poveri. 

Di fatto questo è un reddito di cittadinanza? 
Sì, anche se non è attuato aumentando le tasse o distribuendo la ricchezza in modo più equo, bensì immettendo nel sistema mezzi di pagamento fiduciari che poi lo Stato recupera attraverso le entrate tributarie. Gli strumenti sono questi, la bacchetta magica non ce l’abbiamo ancora. 

In base alla dichiarazione di Padoan, ci sono altre soluzioni possibili? 
Quello di Padoan è un discorso generale. Siccome le pensioni di base si riducono o possono essere insufficienti, il suo invito è a incentivare quelle complementari attraverso sistemi a capitalizzazione che consentano maggiori entrate.

venerdì 22 aprile 2016

Alla Normale di Pisa: la shadow-money e le banche centrali (e non...)

ECPR Joint Sessions
Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant'Anna and University of Pisa

Pisa 24 - 28 April 2016
WORKSHOP 21 - AULA 6

Managing Shadow Money

China - Euro - Globalisation - Governance - Political Economy - Public Policy 
Presenter
Daniela Gabor
University of the West of England
Authors
Daniela Gabor
University of the West of England
Jakob Vestergaard
Danish Institute for International Studies

Abstract
Since the global financial crisis, it has been well established that we need to improve our understanding of shadow banking. Research has so far focused on sources of pro-cyclicality, channels of systemic contagion, and policies to mitigate shadow instability. Recently, however, scholars explored broader questions: What does the rise of shadow banking mean for monetary theory and practice? How should we change our traditional theories of money to capture the complex practices through which money is created in modern financial systems?

Pozsar (2014, 2015) argues that shadow money begins where money created by banks (deposits) ends, bringing together demand for safety from cash-rich institutional investors with demand for risk from leveraged portfolio investors. Conceptually, Pozsar’s contribution draws on a tradition in monetary theory that conceives of money as a balance sheet relationship (Minsky, 1987, Bell 2001, Mehrling 2012), with money hierarchies closely reflecting (cross-border) institutional arrangements: gold as money between central banks, reserves as money between banks, deposits as money between firms and households. Pozsar (2014) however assumes that crises matter only for private shadow ‘moneyness’ and that the US-based shadow banking is analytically representative for the entire (shadow) banking universe. These assumptions downplay important questions of national (and supranational) economic management in an era of financial globalization, overlook connections and potential conflicts between fiscal, monetary and macroprudential policies.

In addressing these issues, we draw upon and contribute to the money view literature (Mehrling 2012, Merhling et al 2013, Pozsar 2014, 2015). Noting that shadow banking (or market-based finance) is distinctive from relationship banking in that debt relationships are typically organized via marketable financial instruments, we define shadow money as repo liabilities supported by tradable collateral. We outline the constraints governing the creation of shadow money and examine the specific mechanisms through which these constraints may (de)stabilize money hierarchies.





Sindrome di Torfason: anche la BCE non pubblica i flussi di cassa

"Sindrome di Torfason"*: anche la BCE non pubblica i flussi di cassa


Dopo aver segnalato come la Banca Nazionale Svizzera ha omesso di indicare i flussi di cassa nel bilancio 2015, notiamo che anche la BCE - CONTRAVVENENDO AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI - si auto-autorizza ad escludere la redazione del rendiconto dei flussi di cassa dal suo bilancio del 2015.
Infatti, a pag. 29 della relazione annuale presentata nel 2016, leggiamo:

Altre informazioni
In considerazione del ruolo svolto dalla BCE quale banca centrale, il Comitato esecutivo ritiene che la pubblicazione del rendiconto sui flussi di cassa non fornirebbe informazioni aggiuntive di rilievo.
D'altra parte cosa dovevamo aspettarci ? E' la stessa BCE che ci informa della violazione rituale dei principi contabili da parte delle banche centrali.


Nell'occasional paper della BCE n. 169 del 5 aprile 2016

( https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/scpops/ecbop169.en.pdf ) , intitolato “Profit distribution and loss coverage rule for central banks”, si legge:


a pagina 20:
“No single accounting framework is consistently applied by the majority of central banks. However, there are four main frameworks or types: the Eurosystem framework, International Financial Reporting Standards (IFRS), local (national) Generally Accepted Accounting Principles (GAAP) and central bank specific (own) rules. A central bank can also apply “IFRS with exceptions” (17), or national GAAP with exceptions.”

e, nella nota 17 della stessa pagina:
“Strictly speaking, since IFRS does not allow for exceptions or for industry-specific rules, such an arrangement is not IFRS-conformant.”  (e quindi anche non-conforme alle GAAP.)

* La definizione Sindrome di Torfason deriva da uno studio pubblicato nel 2014 dove si rivelava come le banche - che basano l'accesso al credito sullo studio dei flussi di cassa della clientela - nel loro caso fanno una eccezione e li ignorano poiché le banche non registrano correttamente la creazione di denaro nei loro libri contabili:
Cash Flow Accounting in Banks— A study of practice, Ásgeir B. Torfason, University of Gothenburg, 2014
https://gupea.ub.gu.se/handle/2077/35272

venerdì 15 aprile 2016

Svizzera: scomparso il rendiconto dei flussi di cassa della Banca centrale

Svizzera: scomparso il rendiconto dei flussi di cassa della Banca centrale
(La BNS lava più bianco !)
108º Rapporto di gestione Banca nazionale svizzera 2015
Pagina 158:

"Salvo disposizioni derogatorie, i principi contabili sono definiti con riferimento alle direttive Swiss GAAP FER. Si è derogato da queste ultime unicamente in caso di contraddizione con la LBN o se necessario per tenere conto delle caratteristiche specifiche della Banca nazionale. In deroga alle norme Swiss GAAP FER, non è  stato stilato un conto dei flussi di tesoreria."
Modifiche rispetto all’anno precedente

"All’infuori della rinuncia alla redazione di un conto dei flussi di tesoreria, non sono intervenute altre modifiche dei principi di redazione del bilancio e  dei criteri di valutazione rispetto all’anno precedente."

Conto dei flussi di tesoreria

"Conformemente all’art. 29 LBN, la Banca nazionale non è tenuta a presentare un conto dei flussi di tesoreria."
Art. 29 LBN
Art. 291Consuntivo annuale
Il consuntivo annuale della Banca nazionale, comprensivo del conto economico, del bilancio e dell'allegato, è allestito in linea di massima conformemente alle disposizioni sulla contabilità commerciale e la presentazione dei conti del titolo trentesimosecondo del CO2. Sempre che la natura particolare della Banca nazionale lo esiga, si può prescindere dalle prescrizioni del CO. La Banca nazionale non deve segnatamente presentare un conto dei flussi di tesoreria.

1 Nuovo testo giusta il n. 8 dell'all. alla L del 19 giu. 2015 sull'infrastruttura finanziaria, in vigore dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
2 RS 220

Introdotta la moneta di Stato da 5 euro in Germania

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Come i cittadini possono arrestare i banchieri

mercoledì 13 aprile 2016

RIASSERIRE LA PRIMÀZIA DEL SISTEMA BANCARIO SVIZZERO

La questione monetaria nel rapporto della Banca nazionale svizzera

Pag. 22 del "108° Rapporto di gestione Banca nazionale svizzera" 
http://www.snb.ch/it/mmr/reference/annrep_2015_komplett/source/annrep_2015_komplett.it.pdf

Iniziativa "per una moneta intera"

Nel dicembre 2015 è  stata depositata l’iniziativa popolare «Per soldi a  prova  di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale (Iniziativa per  una moneta intera)». Tale iniziativa si prefigge una profonda ridefinizione delle  condizioni quadro per le banche in Svizzera e  per la politica monetaria. Essa  mira a vietare la creazione di moneta da parte delle banche. L’intera offerta di  moneta dovrebbe essere generata dalla Banca nazionale e  distribuita diretta mente allo Stato o  alla popolazione. La Banca nazionale analizzerà le impli cazioni della proposta modifica costituzionale per la formulazione  e  l’attuazione della politica monetaria nonché per la stabilità finanziaria, e  si  esprimerà in merito a  tempo debito.

lunedì 11 aprile 2016

RAI‬ ‪REPORT‬: NON E’ UNA INCHIESTA LA PUNTATA SULLE ‪BANCHE

#‎RAI‬ ‪#‎REPORT‬: NON E’ UNA INCHIESTA LA PUNTATA SULLE ‪#‎BANCHE‬, MA COLLAGE NOTIZIE GIA’ PUBBLICATE, CON CENSURE E OMISSIONI, PER GETTARE FUMO NEGLI OCCHI PUBBLICA OPINIONE E BEFFARE I TRUFFATI.

Non chiamatela inchiesta la puntata di Report andata in onda ieri sera su Raitre, firmata da Giovanna Boursier, un coacervo di notizie copia-incolla già pubblicate e molto più approfondite, con molte omissioni e malcelate censure, che avevano già descritto la grande truffa consumata a danno di 117.000 azionisti forzati di Banca Popolare di Vicenza e 90.000 di Veneto Banca, una puntata confezionata con grande attenzione, per non disturbare troppo le distratte autorità di Vigilanza come Bankitalia e Consob.
Nessun cenno alle ripetute denunce, inoltrate da Adusbef alla Procura di Vicenza a partire dal 18 marzo 2008 sul valore gonfiato dei titoli illiquidi della Bpvi che segnalava a Consob e Bankitalia i metodi estorsivi per diventare azionisti, pena la mancata concessione di prestiti, mutui, fidi; le rappresaglie subite dall’associazione con richieste risarcitorie di 2,5 milioni di euro, che è dovuta andare in Cassazione per affermare i propri diritti; il sistema delle porte girevoli tra la Banca d’Italia e la Banca Popolare di Vicenza, che aveva assoldato fior di dirigenti direttamente da Palazzo Koch.
Il caso che ha fatto più rumore, è quello di Gian Andrea Falchi, già stretto collaboratore di Mario Draghi quando era governatore, ingaggiato nel 2013 come consigliere per le relazioni istituzionali, che ha fatto compagnia ad altri funzionari di Bankitalia, approdati nella città del Palladio ed assoldati da Zonin come Mariano Sommella, assunto nel 2008 con i gradi di responsabile della segreteria generale, o Luigi Amore, ex ispettore della Vigilanza diventato responsabile dell’audit, i controlli interni.
Una fugace descrizione senza i doverosi approfondimenti sul ruolo svolto da Andrea Monorchio, che come Ragioniere generale dello Stato per ben 13 anni, dal 1989 al 2002, ha accumulato un patrimonio di esperienza e di conoscenze, che Zonin ha pensato bene di mettere al servizio della sua Popolare, cooptato in consiglio di amministrazione, sulla poltrona di vicepresidente, ed i rapporti con il candidato sindaco di Roma Alfio Marchini, i crediti facili erogati girati in sofferenza, né alcun cenno all’acquisto di Palazzo Repeta, immobile già sede della Banca d’Italia a Vicenza, invenduto per almeno 5 anni e prontamente acquistato da parte dello spiccia faccende dei Governatori di Bankitalia, Giovanni Zonin.
Nessun cenno al ruolo dei giudici da Fojadelli a Pecori che dopo aver archiviato esposti e denunce, smessi i panni di magistrati, hanno avuto rapporti con la BpVi di Zonin. Nel 2003 Fojadelli ha lasciato la procura di Vicenza, per diventare capo procuratore a Treviso, dopo aver tentato nel 2012 la candidatura come sindaco di Conegliano per una coalizione formata dal Partito democratico e dai centristi. E dal 2014 a oggi, come confermano a dalla Nordest Merchant srl, siede nel cda della controllata della BpVi. A capo della procura di Vicenza gli successe Paolo Pecori che rivestì il ruolo di procuratore capo dal 2003 al 2005 e poi ancora dal 2010 al 2012. Suo figlio Massimo, consigliere comunale dal 2008 per l'Udc, avvocato, nel 2010 è entrato nella giunta di Achille Variati con la delega tra le altre agli Affari legali. Secondo quanto ricostruito da Marco Milioni su 'Vicenzapiù', aveva già giurato da assessore quando ha firmato un atto come consulente legale di BpVi, che risultava peraltro anche essere tesoriere del comune. Alle domande sul suo legame con la banca di Zonin, Pecori ha risposto che BpVi si appoggiava a «centinaia» di avvocati. Si è dimesso dalla giunta nel 2011 quando il papà è tornato di nuovo a capo della procura.
Non era difficile approfondire il ‘sistema Vicenza’, per giornalisti che vantano di svolgere inchieste, ma riportare fatti e notizie senza censure ed omissioni, avrebbe rischiato di fare un sgarbo ai signori di Bankltalia, come il signor Salvatore Rossi, intervistato non proprio a schiena dritta da Giovanna Boursier.
Non è la prima volta che la signora Gabanelli censura, omette ed occulta le notizie, confezionate per gettare fumo negli occhi della pubblica opinione. Era già accaduto un anno fa, con il servizio di Stefania Rimini, su derivati del Tesoro e la signora Maria Cannata, inamovibile responsabile del debito pubblico, che a causa di opache rinegoziazioni dei contratti derivati, erano costate 16,9 miliardi di euro.
Report in quel servizio, aveva perfino violato la deontologia professionale quando, nel citare un passaggio di un documento, trasmesso in video: “Io non mi posso permettere di perdere nemmeno l’ultimo degli specialisti, anche il più fiacco degli specialisti ci serve”- dichiara la Cannata, ha omesso di riportare la fonte, trafugata dall’interrogatorio della stessa Maria Cannata dal Pm di Trani Michele Ruggiero, nell’inchiesta giudiziaria sulle Agenzie di Rating, con il ministero dell’Economia che non si è costituito parte civile.
Per questo Federconsumatori ed Adusbef, chiedono ancora una volta di aprire gli occhi sulle banche e su una trasmissione alquanto reticente come Report, le cui finalità sono ancora tutte da verificare.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)
Roma, 11.4.2016