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La creazione ed il riciclaggio del denaro-fantasma invisibile ai bilanci bancari

lunedì 22 agosto 2016

Banche Pulite: l'Espresso propone la superprocura


Ghigliottina

Ma per le banche ci vuole una superprocura?

http://m.espresso.repubblica.it/attualita/2016/08/12/news/ma-per-le-banche-ci-vuole-una-superprocura-1.280337

La provocazione che l'Espresso lancia questa settimana: perché non costituire un tribunale specializzato che si occupi solo dei reati legati agli istitui di credito? Si eviterebbe l’incompatibilità, e una giustizia più certa sarebbe a portata di tutti
di Lirio Abbate 


Non ci meravigliamo se ancora una volta la giustizia viaggia a due velocità, in particolare quando si tratta di inchieste sulle banche, in cui parte offesa sono i risparmiatori. C’è la procura di Roma che chiede e ottiene nei tempi regolari-giudiziari l’arresto dell’ex ad di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, mentre altri uffici, per gli stessi reati, hanno il passo lento, moscio, da far passare nel dimenticatoio le indagini.

Così giustizia non è fatta. È l’ennesima doppia velocità italiana, ogni volta che si indaga sulle banche. Per questo non ci meravigliamo. Ma è opportuno vigilare. Perché se Roma non è più il porto delle nebbie, questa bruma sembra avvolgere altri uffici giudiziari. Non è un caso che nell’ultimo anno più della metà delle pratiche della prima commissione del Csm, quella che si occupa delle incompatibilità dei magistrati, abbia riguardato proprio il rapporto fra togati e banche. L’istruttoria del Csm punta ad accertare se il canale giudiziario si è inceppato perché qualche magistrato, in postazioni strategiche, non ha fatto il proprio dovere. Dovere di controllo penale sull’attività degli istituti di credito. Le associazioni di consumatori e risparmiatori denunciano i possibili conflitti di interesse di alcuni pm e gip, a partire dai parenti che lavoravano per le banche su cui indagavano. Incompatibilità che deve essere accertata dal Csm. Da qui viene che su questi temi ci sono due velocità nella giustizia?

È un punto importante e delicato. È pur vero che una procura come quella di Roma, dotata di intelligence e mezzi, davanti a questo tipo di inchieste mette in campo una squadra di magistrati e investigatori più attrezzata rispetto a piccole procure di provincia. Per i reati bancari sono competenti gli uffici in cui ricadono le sedi degli istituti. Occorre fare una riflessione: nei piccoli ambienti di provincia è più semplice trovare sponde istituzionali. Più facile realizzare collegamenti. Nel circuito di relazioni che si crea entra di tutto, anche pezzi della magistratura. Sul territorio ci sono situazioni di familismo che possono creare l’incompatibilità delle toghe. È proprio il caso di azzardare una soluzione, che vuole essere provocatoria: perché non costituire una super procura che indaga sulle banche, con un tribunale specializzato che si occupa solo di questi reati? Si eviterebbe l’incompatibilità, e una giustizia più certa sarebbe a portata di tutti. E chi comanda nelle banche avrebbe almeno un timore: commmettesse un reato, sarebbe perseguito o giudicato da magistrati senza rapporti personali con i propri istituti di credito.